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Due anni dalla tragedia della Marmolada: "Io superstite del crollo, la mia vita è cambiata per sempre"

Così Alessandra De Camilli, una delle superstiti della tragedia della Marmolada che le ha portato via il compagno, Tommaso Carollo, 48 anni di Thiene. Il ricordo di Luca Zaia

"Due anni. Due anni da quel giorno che mi ha cambiato per sempre la vita. Due anni che sono sembrati eterni perché ogni minuto è stato dedicato a cercare di superare quanto accaduto, emotivamente e fisicamente. Due anni che nello stesso tempo sembrano non essere trascorsi perché i ricordi di ciò che ero e avevo prima e di quel momento sono vividi come fosse successo ieri. Due anni dalla lezione più importante che la vita mi ha dato: non dare mai nulla per scontato, la vita prima di tutto".

Così Alessandra De Camilli, una delle superstiti della tragedia della Marmolada che le ha portato via il compagno, Tommaso Carollo, 48 anni di Thiene, in provincia di Vicenza, una delle 11 vittime di quel 3 luglio 2022 quando il ghiacciaio ha collassato. "Ho continuato ad andare avanti come facevo in montagna, un passo dopo l'altro - ha aggiunto De Camilli -. Anche quando il percorso è difficile e ripido. Sai che la cima da raggiungere è lì e tornare indietro sarebbe più facile, ma non lo fai. Vai avanti e quando arrivi in cima vedi dall'alto il percorso fatto, e un po' ti meravigli di essere riuscito a percorrerlo. Nello stesso tempo respiri profondamente e tutto ti sembra più chiaro. Forse un giorno sarà così anche per questo percorso che la vita mi ha posto davanti. Al momento ho imparato ad accettare ciò che è accaduto, accettare tutto ciò che ho perso e che è cambiato, accettare tutto ciò che ora è difficile. Non sono arrabbiata, penso di essere fortunata ad essere viva e vado avanti, con queste consapevolezze".

ZAIA

“Il 3 luglio è il giorno che ci fa rivivere il dolore e l’apprensione causati dalla tragedia della Marmolada. Ricordo le telefonate concitate, l’immediato intervento del SUEM 118 in un turbinio d’elicottero e di squadre del Soccorso Alpino, la presenza straordinaria dei Vigili del Fuoco, del SAGF della Guardia di Finanza, di tutti gli uomini delle forze dell’ordine e della Protezione Civile. È stata un’operazione di soccorso difficilissima, sotto il rischio di altri crolli, con una montagna ferita e attanagliata da una giornata di calore davvero innaturale, per quelle quote. Nella frenesia dei soccorsi, si è stagliato immediatamente, forte, il dolore per le vittime. Il distacco nel ghiacciaio della Marmolada è stato un evento che ha lasciato una cicatrice indimenticabile, cancellando sotto una massa di ghiaccio e pietrame la vita di undici persone che sulla montagna cercavano la realizzazione della loro passione sportiva o più semplicemente la bellezza di una domenica di sole in alta quota, immersa nella maestosità della Regina delle Dolomiti. A distanza di due anni, rivivo il dolore condiviso in quelle ore con i familiari e gli amici degli scomparsi insieme all’ammirazione per il lavoro e lo spirito di abnegazione dimostrato da tutti i soccorritori. Ai primi rinnovo la mia vicinanza, ai secondi la mia gratitudine”.

Con queste parole il Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, ricorda l’anniversario della tragedia della Marmolada del 3 luglio 2022 quando si è registrato il crollo della parte sommitale del ghiacciaio e il distacco di una vasta massa di ghiaccio e massi che ha travolto diversi alpinisti.

Prosegue il Governatore: “La nostra regione è quella che ha pagato il più alto numero di vite in quella giornata con otto veneti deceduti: Filippo Bari, Tommaso Carollo, Paolo Dani, Nicolò Zavatta, Davide Miotti, Erika Campagnaro, Gianmarco Gallina e Manuela Piran. Nel loro ricordo abbiamo il dovere di rafforzare la consapevolezza che la bellezza di affrontare la montagna con passione deve sempre misurarsi con un ambiente imprevedibile dove anche la giornata più serena può riservare rischi e fenomeni avversi di grande pericolo. Non ultimo, questa sciagura ci ricorda che se da un lato le nostre terre alte non sono un plastico intoccabile da tenere sotto vetro e vanno vissute, dall’altro rimangono un ambiente di grande fragilitàà che ci richiede sempre attenzione”. 

“Quel 3 luglio di due anni fa, personale di varie organizzazioni provenienti dal Veneto e dalla Provincia autonoma di Trento si è impegnato fianco a fianco oltre ogni limite, dimostrando che non c’è confine amministrativo che divida la coesione dello spirito di solidarietà – conclude il Presidente Zaia -. Anche in questo ricordo siamo vicini, come Regione Veneto, a tutti coloro che prestano soccorso nelle zone di montagna. Uomini e donne straordinari, che con immenso coraggio conducono operazioni straordinarie, salvando tante vite ogni anno. In quest’anniversario un pensiero di gratitudine è doveroso rivolgerli anche a tutti loro”.

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