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Tav, è scontro pure sul passaggio a Est

Dopo la diatriba per il piano infrastrutturale che interessa la spalla Ovest anche l'ipotesi di lavoro relativa alla parte orientale lascia scontenti i residenti che puntano l'indice contro le amministrazioni comunali e contro le categorie economiche. Frattanto l'ex assessore Cicero, durante il convegno organizzato dalla giunta della città palladiana a Bertesinella, annuncia un suo «progetto alternativo» che a breve presenterà alla cittadinanza

Se per quanto concerne «il passaggio della cosiddetta Alta velocità fino a Vicenza ovest il progetto è stato de facto imposto alla città» lo stesso non si può dire per il passaggio lungo la spalla Est: che sarà oggetto «di una serie di confronti serrati coi cittadini» con l'obiettivo ultimo di fornire indicazioni puntuali ai progettisti. È questo il succo del messaggio lanciato ieri 25 novembre dal sindaco berico Francesco Rucco che ha chiuso così i lavori di un incontro pubblico al teatro parrocchiale di Bertesinella.  Incontro durante il quale gli ingegneri di Rfi-Italferr hanno dato conto delle ipotesi progettuali al vaglio che peraltro sono già state comunicate a palazzo Trissino (ne parla diffusamente Vicenzatoday.it del giorno 8 novembre peraltro). Epperò durante la serata l'auditorio più volte ha mostrato insofferenza per le proposte che giungono da Roma. L'Alta capacità ferroviaria viene giudicata troppo impattante se non «devastante» sul piano ambientale, sociale e economico. Una parte della cittadinanza, a partire dalla rete ecologista, per passare al Centro sociale bocciodromo fino ad i partiti più a gauche dello schieramento politico, da tempo è contrario all'opera. Di più, chi invece è possibilista comunque si è mostrato molto insofferente per un progetto, sia per la parte Ovest, già in parte definita che per quella est, è stato messo sulla graticola dall'uditorio.

LO STRISCIONE E LA POLEMICA
Ad ogni modo il dibattito ha avuto due momenti clou: il primo è stato il tentativo della Digos, poi abortito di non fare passare lo striscione innalzato dai militanti di Unione popolare. Insegna esibita abitualmente che che recita «via gli sciacalli dalla nostra terra: costruttori, predatori e mafiosi». Uno striscione considerato «offensivo» dalle forze dell'ordine. Che però è transitato ugualmente in sala quando l'ex consigliere comunale del M5S Daniele Ferrarin (oggi milita in Europa verde) ha eccepito sostenendo come «quella sorta di censura» da parte della Polizia di Stato fosse inaccettabile. Di seguito tra un applauso ironico e fra un po' di urla di dissenso verso i progettisti, verso la attuale giunta di centrodestra e verso la precedente giunta di centrosinistra capitanata dal democratico Achille Variati, «che insufflata da ambienti precisi di Confindustria, Camera di Commercio, e Confcommercio quel progetto lo ha subdolamente imposto ai vicentini», è giunto il secondo momento clou: ossia l'intervento di Claudio Cicero.

LA NOVITÀ
Già assessore con la giunta Rucco, già assessore con la giunta Variati, proprio Cicero, che per vero è favorevole alla Alta capacità, ha però parlato di estrema «inadeguatezza, di incoerenza nonché di mancanza di univocità» sia per i lavori previsti lungo la spalla Ovest sia per quelli previsti ad Est: tanto da annunciare a breve la presentazione di un progetto alternativo di attraversamento della parte orientale della città che potrebbe portare la firma, queste le indiscrezioni circolate ieri, di Alberto Baccega. L'ingegnere cassolese infatti in passato si era occupato di alcuni dossier bollenti come il passaggio dell'Alta velocità per Vicenza, ma anche di Superstrada pedemontana veneta.

LA TESTIMONIANZA FUORI DAL TEATRO
Ad ogni buon conto poco prima del dibattito, in un teatro che ha fatto registrare il pienone con oltre 350 persone, alcuni esponenti dei comitati e dei partiti politici hanno spiegato il proprio punto di vista. Fra questi oltre a Ferrarin ci sono Angela Rotella del Comitato Vicenza est, Marco Zilio del centro sociale vicentino Bocciodromo nonché Cristina Capogrosso del comitato Settecà. I quattro ai microfoni di Vicenzatoday.it hanno dato testimonianza del proprio punto di vista.

IL J'ACCUSE DI COALIZIONE CIVICA
Oggi pomeriggio sul tema è intervenuta anche Coalizione civica con una nota che vede quale primo firmatario l'ex consigliere comunale vicentino Ciro Asproso. «A che serve applicare le tecniche dei processi partecipativi - si legge - quando l'obiettivo non è ascoltare i cittadini, ma occultare gli effetti dell'infrastruttura sul territorio? L'opera è fortemente invasiva a causa dei troppi abbattimenti e delle barriere anti-rumore, è insostenibile sotto il profilo ambientale e non produce benefici sul fronte della efficienza trasportistica». Questi sono due passaggi chiave della nota che poco appresso affronta un altro tema cruciale. Rfi e Italferr sostengono che il Tav-Tac migliorerà anche il traporto ferroviario locale. Tesi però che viene refutata da Asproso: «Purtroppo, la mancata risoluzione dei problemi di transito a Porta Monte e il conseguente utilizzo promiscuo della linea Treviso - Schio, per tutti i treni locali e merci in uscita dalla Stazione di Vicenza, graverà pesantemente sulla mobilità regionale. E di fatto, renderà vano ogni sacrificio sia economico che sociale».

POSSIBILE ALTERNATIVA
Appresso c'è la chiusa con tanto di proposta alternativa incorporata: «Sarà pur vero, come sostiene il sindaco Rucco, che il Tav a Vicenza passerà comunque: ma proprio per questo dobbiamo evitare lo scempio, ricercare una soluzione che risponda ai reali bisogni della città, e porre fine a questo ascolto di facciata. Occorre riprogettare il tracciato prendendo in considerazione l'ipotesi dei tre binari e implementando la automazione della rete, anche con l'introduzione del sistema di geolocalizzazione satellitare dei convogli già testato sulla tratta ferroviaria della Sardegna».

ASCOLTA LA TESTIMONIANZA DI ROTELLA, FERRARIN, ZILIO E CAPOGROSSO

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