Spv in Vallugana, i controlli ambientali «si fanno» correttamente

È la risposta della Regione Veneto alle critiche dei residenti del comprensorio del Leogra che lamentano di avere rinvenuto alcune sostanze tossiche nei capelli imputandola a una non corretta gestione dei cantieri

A sinistra l'ingegnere Elisabetta Pellegrini (repertorio, foto Marco Milioni)

«Come per ogni dato la fonte è importante, e la certificazione dello stesso pure, oltre ovviamente alla connessione causale. Quindi i dati stessi devono essere trattati correttamente per quello che sono e letti nel giusto contesto, per poi risalire alle cause. Come si può vedere, non ho mai considerato che i cittadini stessero esagerando, nè che tutto fosse causato da un barbecue, come ironicamente» riportato da alcuni media. È questo il passaggio chiave di una lunga nota diffusa ieri 27 settembre dalla Regione Veneto e firmata dall'ingegnere Elisabetta Pellegrini, dirigente della struttura che vigila sulla realizzazione della Superstrada pedemontana veneta. L'alto funzionario è intervenuto dopo la recente presa di posizione dei residenti del cantiere di Malo-Vallugana, nel comprensorio del Leogra, i quali spalleggiati dal consigliere regionale dei Verdi Cristina Guarda hanno denunciato di avere nei capelli metalli pesanti in concentrazioni non accettabili dai medici, un effetto che in qualche modo collegano ad una non corretta gestione delle polveri di cantiere dovute alle fasi di lavorazione esplosione delle mine incluse.

«Stiamo facendo di tutto - sottolinea ancora Pellegrini - per giungere il prima possibile alla conclusione della costruzione della galleria e la buona notizia è che sui sei kilometri circa nella canna sud mancano 2,3 km e in quella nord ne mancano circa due. Entro l'estate del 2021 miriamo a completare tutti gli scavi». Pellegrini interviene poi anche sui controlli messi in campo dalle articolazioni della Regione Veneto, che da tempo secondo i residenti sarebbero poco efficaci: «Tuttavia, anche senza sollecitazioni dirette, diversamente da quanto affermato», i controlli ambientali sulla Superstrada pedemontana veneta o Spv come è più nota, «si fanno ed anche in contraddittorio, e per il tramite di Arpav, massima autorità ambientale» stando all'ambito regionale.

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Poi un'ultima considerazione: «I controlli in campo ambientale vengono svolti con la seguente catena: concessionario, Regione con Arpav, Ministero dell'ambiente. Ovvio che ogni esito non conforme alla normativa porta a misure correttive nella conduzione del cantiere. Le eventuali segnalazioni esterne di sindaci o cittadini, qualora supportate da circostanze fondate, hanno sempre portato a supplementi di indagini, per non lasciare nulla di intentato».
 

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