«Nubi nere» sul futuro di una Spv «oggi deserta»

A qualche giorno dalla inaugurazione del tratto Breganze e l'Alto vicentino la Superstrada pedemontana è vuota. Il Covepa, che critica sia il governo sia Zaia, teme un rovescio finanziario per la Regione e chiede che dopo «tanto silenzio la magistratura veneziana faccia chiarezza su una situazione incresciosa anche per il ruolo del concessionario»

La barriera della Spv a Malo (foto Marco Milioni)

Mentre in questi giorni a Roma Palazzo Chigi decide di ricomprendere la Superstrada pedemontana veneta, nota come Spv, tra le infrastrutture strategiche meritevoli di un qualche finanziamento speciale, dai territori si moltiplicano le voci contrarie alla scelta del governo. Fra queste c'è quella di Massimo Follesa portavoce del Covepa, un coordimaneto che da anni si batte contro la superstrada la quale dovrebbe connettere Spresiano nella Marca a Montecchio Maggiore nel Vicentino. «Onestamente - fa sapere Follesa che critica duramente l'esecutivo nazionale - non si capisce di quali fondi dovrebbe beneficiare la Spv visto che i cantieri sono in opera e che la stessa è in carico al privato visto che è realizzata con la formula del project financing. Il contributo statale una tantum è già stato erogato e si parla di centinaia di milioni di euro. E se qualcuno parla di ulteriori finanziamenti è perché in alto loco hanno delle informazioni che noi non abbiamo». Frattanto è sufficiente varcare il casello di Malo per constatare come l'arteria sia «inutilizzata e desolatamente vuota».

LE IPOTESI
Il portavoce abbozza un paio di ipotesi: «La prima è che al concessionario incaricato di realizzare l'opera, ossia la Sis, sarò fatto l'ennesimo sconto, reperendo tra i fondi pubblici quelli necessari per realizzare le opere complementari, che da contratto spettano invece al privato. L'altra ipotesi è che le grane costruttive in cui l'opera è incagliata specie per quanto concerne il tunnel tra Malo e Castelgomberto abbiano convinto qualche alto papavero che serviranno altri denari pubblici per uscire da quel cul de sac. Se solo una delle due ipotesi si dovesse verificare sarebbe una iattura perché ancora una volta l'interesse pubblico sarebbe umiliato al cospetto di quello privato. E per carità cristiana lasciamo stare i nodi irrisolti che interessano le interconnessioni autstradali nel Vicentino e nel Trevigiano».

I LATI OSCURI
Per di più alle telecamere di Vicenzatoday.it Follesa ha parlato di svariati aspetti poco chiari in capo al progetto rispetto ai quali è stata anche interpellata la magistratura veneziana, competente per territorio perché l'opera dipende dalla Regione Veneto. Secondo l'architetto Follesa però «il silenzio di questi anni da parte della procura della città lagunare desta fin troppe preoccupazioni». C'è poi una questione di fondo. Attualmente la Spv è percorribile su un breve tratto tra Breganze e Malo «ad un costo» per le auto di due euro e venti centesimi. «Una cifra monstre che è ben maggiore per i camion». Tuttavia se i chiari di luna sono questi, «anche in ragione di un pedaggio che allungando la percorrenza sarà gioco forza ben più elevato che cosa succederà quando i 94 chilometri tra Spresiano e Montecchio saranno completati?» Sempre che lo saranno, rimarca il portavoce «per via della grana del tunnel tra Malo e Castelgomberto che nessuno sa quando sarà ultimato». Per il Covepa la questione è dirimente perché «non si può affermare come fanno troppi aficionados della Spv che l'opera è quasi pronta e che manchi solo il tunnel. Perché è come - continua l'architetto - se io vado dal concessionario, pago una Bmw nuova di pacca e questa mi arriva senza motore con la giustificazione che è comunque quasi completa. Siamo al ridicolo». 

«SCIAGURA SEMPITERNA PER IL BILANCIO REGIONALE»
Il problema secondo il Covepa è molto grave «perché se la superstrada non sarà sufficientemente trafficata sarà la Regione Veneto a dover garantire a sue spese il lucro mancato alla Sis, il che rischia di essere un salasso per i bilanci regionali». La questione, segnalata subito dai comitati i quali ritengono «poco realistiche e assolutamente sballate le stime dei flussi di traffico in forza delle quali palazzo Balbi diede l'ok ai lavori, sta facendo capolino tra i candidati che parteciperanno alle prossime elezioni regionali: ma soprattutto sarà «una grana permanente per chiunque governerà a palazzo Balbi negli anni a venire» fa sapere il Covepa.

IL RUOLO DELLE TOGHE
«Noi denunciamo da anni questi squilibri e per anni - attacca Follesa - ci hanno ignorato od irriso. Adesso che i nodi stanno venendo al pettine nella loro oggettiva abnormità il governatore leghista del Veneto Luca Zaia, che al riguardo se la sta letteralmente facendo addosso, ha preferito rimanere nel più cupo silenzio lasciando i tecnici il gravame di fronteggiare, goffamente e malamente peraltro, i malumori dell'opinione pubblica. Che oggi sono pochi, ma che diverranno più pressanti quando in molti capiranno che senza rescindere il contratto coi privati per inadempienza questa rogna, che rischia di trasformarsi in una sempiterna sciagura per le casse regionali, non avrà mai fine. Davvero sono tantissime le nubi nere sul futuro d'una Spv oggi deserta. Per questo dopo i nostri esposti e dopo tanto silenzio è auspicabile - conclude il portavoce - che la magistratura veneziana faccia chiarezza su una situazione incresciosa anche in relazione al ruolo del concessionario Sis. Il Veneto merita davvero un altro caso Palamara?».

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