Sosta selvaggia? «Pressioni da palazzo Trissino per non multare i clienti dei negozi»

Ai taccuini di Vicenzatoday.it un agente del comando della polizia municipale che chiede l'anonimato parla di indicazioni «non scritte che da anni» giungono dall'amministrazione comunale: «È un vero e proprio tabù»

Uno scorcio della loggia del capitaniato, sede del consiglio comunale di Vicenza

Nonostante gli appelli delle istituzioni alla prudenza e al rispetto del codice della strada gli incidenti continuano a farla da padrone sulla cronaca nera regionale. Non più tardi del 24 gennaio era la stata la storia di un non vedente raccolta dai taccuini di Vicenzatoday.it a rinfocolare la polemica sulla sicurezza stradale: nel caso di specie erano le auto parcheggiate lungo le strisce a ridosso degli attraversamenti di corso San Felice a far emergere la preccupazione di un insegnante cieco dell'istituto Piovene che aveva raccontato in che misura le auto parcheggiate sugli attraversamenti pedonali o sul marciapiede mettessero a rischio la incolumità di molti: bambini, donne, anziani e soprattutto disabili. Ora non è passato molto dalla fine di gennaio e tuttavia basta una breve passeggiata proprio lungo la spalla Ovest della città per capire che le infrazioni continuano. «Da sempre quella è una zona in parte intoccabile, un vero e proprio tabù. Da sempre, ossia da decenni, dai piani alti di palazzo Trissino ci fanno capire che andare giù pesante con le contravvenzioni non si può. Queste regole non scritte ce le tramandano. Anche perché si metterebbe a nudo un altro ambito poco gradito al potere. A vicenza la viabilità fa schifo: in decenni e decenni è stata ammorbata da una urbanistica tesa solo alla speculazione». A parlare, dietro la garanzia dell'anonimato (perché si rischiano «sanzioni disciplinari visto che da sempre i vertici non amano che si parli liberamente di queste cose») è un agente del comando dei vigili urbani di Vicenza, il quale spiega di avere visto «più e più volte» scene come quelle accadute alla fine del mese scorso.

Perché il parcheggio selvaggio a San Felice è un tabù quando si parla di infrazioni al codice?
«Guardi il comando, la giunta, la prefettura, l'Onu, potranno fornire tutte el cifre che vogliono, ma il grosso delle sanzioni, in quell'ambito deriva dal lavoro degli accertatori».

Cioè il comune punta a far cassa multando chi non paga la sosta sulle strisce blu?
«Esatto. Il che può anche starci perché se è previsto il pagamento per uno stallo non si capisce perché non vada pagato il dovuto per carità. Poi occorrerebbe fare un ragionamento su quante multe non vengono staccate in relazione alle infrazioni che gli agenti vedono. E qui cascherebbe l'asino».

Sarebbe a dire?
«L'azione della municipale come deterrente, perché questo sono le contravvenzioni, è di fatto non avvertita dal cittadino che invece le percepisce come una tassa occulta: il che è vero soprattutto con gli autovelox quando non sono affiancati dalle pattuglie. Ad ogni mogo San Felice è una di quelle zone in cui da anni, indipendentemente da chi governi a palazzo Trissino, ci viene fatto capire che occorre andare leggeri con chi parcheggia selvaggiamente se si ha l'impressione che la sosta sia di un cliente di qualche attività commerciale».

Perché è un tabù?
«Perché, chiedo venia per l'espressione colorita, rompere più di tanto i coglioni a chi va a far compere non ci è concesso, non più di tanto. Anche se poi ne va di mezzo un cieco».

Però basta un giro a San Felice e non solo lì, per vedere che le infrazioni di quel tipo abbondano. O no?».
«Sì ma come ripeto i negozianti, perché dei loro interessi si tratta, sono temuti. E poi c'è un'altra questione, più culturale».

Sarebbe a dire?
«Che piaccia o no gli autisti indisciplinati, che sono poi dei maleducati alla fine, sono una lobby involontaria molto potente».

Ma come mai?
«Immaginiamo che da domani ogni minuto ci mettessimo a staccare una multa da viale Roma fino a ponte Alto, il girono dopo sarebbe la rivolta. Gli automobilisti votano. E le loro associazioni pure: c'è un mix tra automobilisti e negozianti che di fatto costituisce un muro poco scalfibile».

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Ogni tanto però ci scappano i morti. Vero?
«Vero sì. Ma sono pedine sacrificabili sull'altare della macchina con la M maiuscola. Quella non può mai fermarsi. Orribile a dirsi, ma è così». 

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