«Sosta selvaggia su strisce e marciapiedi? Da cieco rischio la vita ogni giorno: ho dovuto chiamare il 113»

È amaro lo sfogo di un insegnante non vedente del Fusinieri. Il quale racconta le sue peripezie per arrivare incolume sul luogo di lavoro. È di ieri l'ennesimo episodio concitato: «Ora il comune installi i dissuasori, pericoloso quell'attraversamento a San Felice»

Il 113 di Vicenza interviene in corso San Felice (foto di Marco Milioni)

«Io sono davvero stufo. Non si può rischiare la vita un giorno sì ed un giorno no, solo perché la gente si comporta in modo incivile. Solo perché qualcuno mettendo a repentaglio la mia sicurezza parcheggia l'auto sul marciapiede o il furgone sulle strisce. L'ultimo episodio» è accaduto proprio ieri 23 gennaio. È amaro lo sfogo che Riccardo Melchiorre consegna ai taccuini di Vicenzatoday. Classe '74 Melchiorre insegna diritto all'Istituto Piovene di Vicenza. Perse la vista quando era poco più che adolescente. Terminare le superiori, laurearsi in legge, superare i concorsi per l'accesso all'insegnamento per lui hanno comportato una fatica «tripla rispetto a quella degli altri» racconta il prof che ogni mattina si alza di buon'ora, prende la linea numero uno del bus per recarsi da casa sua nel quartiere di Sant'Andrea, dove vive solo, per recarsi al lavoro.

«Per me che non ci vedo - racconta - già è una impresa raggiungere da via Quadri il vicino corso Padova. Ma la cosa che mi preoccupa di più è il breve percorso che debbo compiere quando scendo dal bus in corso San Felice dalla parte opposta rispetto a dove si trova la unità di psichiatria. Bene lì ci sono delle strisce pedonali che per me sono una sorta di oasi considerato il traffico che c'è su quella strada. Tuttavia un giorno sì e uno sulle strisce si piazza un furgone. Per me è un percicolo non da poco perché attraversare con quel veicolo che copre la visuale a chi arriva è tremendo. Io con me ho solo il mio bastone. Alcune settimane sempre con quel furgone parcheggiato l'ho allungato per capire se potessi procedere. Dopo aver mosso un passo ho sentito uno spostamento d'aria. Boi il bastone s'è spezzato. Era passato un bus che non accortosi ovviamente di me seguiva il percorso di tutti i giorni. L'autista che ha comunque sentito il colpo, molto correttamente si è fermato. So che ha fatto una segnalazione alla direzione. Lo stesso ho fatto io ai vigili urbani di Vicenza ma mi attendo che il Comune di Vicenza si muova».

La richiesta è quella che siano installati dei dissuasori di sosta per impedire che qualcuno usi «le strisce come un posteggio. E poi servono comunque più controlli perché è pieno di utenti delle attività della zona che parcheggiano sul marciapiede, il che costituisce la premessa per cui i fornitori dei bar e di altri esercizi del quartiere a occupare le strisce: e chi ne paga le conseguenze siamo noi disabili, ma anche le mamme che passano con il passeggino o gli anziani. Non se ne può davvero più soprattutto alla luce del fatto che sono in tanti a raccontarmi che la polizia municipale spesso passa ma non multa quasi mai questi maleducati».

Tuttavia Melchiorre (che ha raccontato il suo disagio anche alle telecameredi Vicenzatoday.it) se la prende pure «con la maleducazione delle persone». L'ultima gli è capitata ieri, giovedì 23 gennaio alle dieci del mattino. Mentre camminava sul marciapiede, col bastone ha toccato un' auto che aveva invaso una buona porzione dello stesso marciapiede qualche istante dopo il braccio dell'insegnante ha urtato lo specchietto il quale, «come accade con tutti gli specchi che hanno il dispositivo di sicurezza si era piegato, ovviamente senza rompersi», tanto che è bastata una semplice pressone per rimetterlo al suo posto. «E nonostante tutto però l'autista, un uomo sulla quarantina, è uscito dall'auto e mi ha aggredito verbalmente sostenendo che io gli avessi rovinato l'auto e che lui aveva a norma di codice della strada il diritto di stare lì. A quel punto - spiega ancora il docente - non ci ho visto più, mi si conceda lo sfogo auto-ironico e ho chiamato il 113. Solo l'arrivo di una volante (nel riquadro) ha convinto quel signore che aveva torto marcio anche perché gli agenti, che hanno ascoltato con pazienza le ragioni di Melchiorre, hanno multato il conducente dell'auto». La scena è durata una mezz'ora.

Epperò mentre i poliziotti del capoluogo berico erano impegnati nel loro lavoro, la presenza di una pantera non ha scoraggiato una signora di mezz'età, a bordo di una monovolume 4x4, dal parcheggiare lì vicino, sempre sul marciapiede, per poi andare al bar dove è rimasta una mezz'ora abbondante. Il tutto (e lo testimoniano le foto scattate in loco in quel momento) mentre auto e van occupavano altre porzioni di selciato dedicato ai pedoni e soprattutto mentre il contatore del vicinissimo parking Cattaneo segnava la disponibilità di oltre cinquanta posti liberi. «Capisco - si lamenta il professore - che non tutti possano immaginare quanto possa essere complicata la vita di chi non ci vede. Che è già complicata di suo: ma se poi ci si mette anche l'inciviltà e la maleducazione dei nostri simili, il vissuto quotidiano diventa una angoscia continua». 

Melchiorre non parla a caso perché la sua situazione alcuni anni fa fece il giro dei giornali cittadini. Non distante da casa sua in via Fusinieri, per la mancanza di un parapetto stradale era stato rimosso e mai ripristinato, l'uomo, mancandogli il punto di riferimento del corrimano, rovinò lungo la scarpata finendo nella roggia vicina e rischiando di rompersi «l'osso del collo con tanto di schiacciamento di alcune vertebre». Dopo «il fattaccio» il Comune di Vicenza installò a tempo di record un parapetto metallico nuovo di zecca. Ora la situazione è diversa come è diversa la zona della città: ma ancora una volta Melchiorre, che in diverse circostanze ha potuto contare sul supporto dell'Unione italiana ciechi, chiede che «il Comune di Vicenza si dia una mossa non solo con i dissuasori, ma pure con i controlli» prima che qualcuno, «lì davanti all'ex manicomio di San Felice ci lasci definitivamente le penne. Le volanti si dovrebbero occupare di criminalità, non dovrebbero perdere il loro tempo con altre mansioni che di prammatica sono affidate alla municipale, che quando chiamo non viene mai peraltro».

ASCOLTA LA TESTIMONIANZA DI RICCARDO MELCHIORRE

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