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Sanitari no vax, tra sospensioni già attuate e "congelate"

Il 21 luglio scorso l'azienda territoriale Ulss 8 applicava i primi provvedimenti sospensivi nei confronti degli operatori non vaccinati. Da lì l'intervento del governatore Luca Zaia che annunciava uno stop in vista di un incontro tra le Regioni

La “vaccinazione costituisce requisito essenziale all’esercizio della professione e per lo svolgimento delle prestazioni lavorative rese dai soggetti obbligati". Così recita il decreto convertito in legge, approvato dal Consiglio dei ministri lo scorso 31 marzo, che stabilisce l'obbligatorietà alla vaccinazione anti Covid di tutti i lavoratori del comparto sanitario, farmacisti compresi.

Vaccinazione alla quale molti sanitari hanno deciso di non sottoporsi per svariati motivi e che oggi si sono visti allontanare dal posto di lavoro. Questi gli ultimi dati aggiornati forniti dal Nursind, sindacato delle Professioni Infermieristiche, per voce del segretario provinciale Andrea Gregori.

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La prima Ulss ad avviare il procedimento di sospensione in Veneo, nei confronti di 34 sanitari, è stata la 8 Berica, diretta da Giuseppina Bonavina. "Si tratta di 34 operatori, appartenenti a varie categorie e servizi dell’Azienda - spiega l'Ulss in una nota ufficiale - Il provvedimento non avrà conseguenze dirette sui servizi erogati ai cittadini, anche se ha reso necessaria una riorganizzazione con la ridistribuzione interna di altre risorse di personale. Per i sanitari sospesi che presenteranno il certificato vaccinale sarà attivata la procedura di revoca del provvedimento".

A seguito dei primi provvedimenti è intervenuto il governatore del Veneto Luca Zaia, il quale, ha annunciato: “Al momento non si procede in Veneto. Proseguiamo con le carte, ma ad oggi non si va avanti a spron battuto, i provvedimenti già presi sono un attimo `congelati´, in attesa che vi sia più chiarezza a livello nazionale”.

"Congelamento" che ha destato non poche perplessità e sul quale il governatore è poi tornato puntualizzando come la decisione sul come procedere spetti ai direttori delle singole Ulss e non alla Regione.

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Sulla questione è intervenuta anche la Cub Vicenza, alla quale centinaia di sanitari non vaccinati e a rischio sospensione (o già sospesi) si sono rivolti. La segretaria provinciale Maria Teresa Turetta parla di atto violento e ingiustificato:

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Si attende dunque l'esito del confronto tra Regioni perchè si tratta di un "problema" che in maniera trasversale interessa tutti i territori. Nel frattempo aumentano i ricorsi al Tar da parte di chi non ha alcuna intenzione di sottoporsi alla vaccinazione.

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