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palazzo Trissino Baston, sede del Comune di Vicenza (repertorio Vicenzatoday.it, foto Marco Milioni)

palazzo Trissino Baston, sede del Comune di Vicenza (repertorio Vicenzatoday.it, foto Marco Milioni)

Caso homeless, i volontari attendono l'incontro col sindaco berico

In una nota redatta in queste ore i volontari di Welcome refugees dopo le polemiche sulla vicenda degli «innaffiamenti» notturni ad opera del personale della nettezza urbana lamentati da alcuni clochard, ma denegati dall'amministrazione, si dicono pronti ad incontrare il primo cittadino: e arrivano i primi segnali di disgelo

«La solidarietà è una caratteristica scritta nel dna dei cittadini, è un fatto che si evince dal lavoro dei volontari delle unità di strada, dall'impegno dei servizi sociali e dell'assessorato competente, nella gentilezza delle persone che aiutano, donano e, quando serve, si indignano per le ingiustizie. Finalmente dopo una lettera aperta, un appello, una raccolta firme e più richieste d'incontro da parte nostra durante l’ultimo anno, il sindaco si è dichiarato disponibile ad incontrarci». È questo uno dei passaggi più importanti di una nota diramata ieri 8 febbraio sulla propria pagina Facebook dai volontari di Welcome refugees Vicenza, nella quale si riaccendono i fanali sulla vicenda dei cosiddetti innaffiamenti che sarebbero stati patiti da alcuni senzatetto da parte degli operatori della nettezza urbana di Vicenza, accadimenti denegati invece dal primo cittadino berico Francesco Rucco. Se però si legge tra le righe il documento non mancano alcuni segnali di apertura alla giunta, cosa che lo stesso Rucco, a parti invertite aveva dato ad intendere di recente.

«Più volte - si legge in un altro passaggio - era stato richiesto un incontro, l'impellenza del dialogo verte sulla scarsa o talvolta assente tutela dei cittadini come noi, ma più sfortunati, che al momento trovano rifugio negli angoli delle strade. I temi che vogliamo affrontare sono tanti: l'iscrizione anagrafica e l'accesso alle cure e ai sevizi per chi ha perso la residenza; la revoca di ordinanze, applicate come mostrano gli articoli da noi raccolti sul sito del comune, che prevedono multe a chi non ha una casa e creano un clima di ostilità verso chi vive ai margini della società; una maggiore sensibilità verso i senza fissa dimora evitando di gettar via le coperte, di sgomberare i loro giacigli e di allontanarli, talvolta forzatamente, dai luoghi in cui hanno scelto di dormire e ripararsi».

Poi la chiusa: «Aspettando la convocazione ufficiale da parte del sindaco, così come da lui evidenziato nel comunicato stampa, ringraziamo ancora tutte e tutti i cittadini e l’assessorato alle politiche sociali, per la solidarietà e la collaborazione che ci hanno dimostrato in questi mesi». La diatriba, svelata da Vicenzatoday.it, era finita sui media regionali per poi deflagrare, con molta enfasi, anche sui media nazionali.

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