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Il giaciglio di un senza tetto nel centro di Vicenza (foto Marco Milioni)

Il giaciglio di un senza tetto nel centro di Vicenza (foto Marco Milioni)

Emergenza homeless? «Si affronta con la solidarietà, no alla repressione»

Dopo le polemiche di metà mese in merito alle difficoltà patite dai senza tetto presenti nella città palladiana, il coordinamento Welcome refugees lancia un nuovo messaggio all'amministrazione comunale berica fatto di luci ed ombre

«Il freddo non è la causa della morte di quelle persone» di cui una negli ultimi giorni «perché, grazie alle indispensabili donazioni dei cittadini, le unità di strada riescono a garantire durante tutte le sere della settimana una coperta e un pasto caldo a tutti quelli che vivono ai margini». È questo l'incipit con cui il gruppo vicentino Welcome refugees, che nel capoluogo assiste i senzatetto, ha vergato una lunga nota pubblicata ieri sulla pagina Facebook del comitato che coordina i volontari delle unità di strada. Si tratta di una nota che giunge dopo le polemiche di metà mese che dalle parti di palazzo Trissino erano fioccate proprio attorno alla emergenza homeless.

«Quelle persone - spiegano i volontari - sono morte per patologie pregresse e condizioni cliniche precarie, dovute al fatto che, vivendo in strada, spesso non possono accedere alle cure di cui necessitano. E in un caso, purtroppo, per abuso di sostanze. La nostra intenzione non è quella di intraprendere una battaglia contro Aim, contro la polizia municipale, anzi, grazie all'assessore al sociale Matteo Tosetto, con questi servizi si stanno aprendo delle possibilità di collaborazione sicuramente positive».

Appresso un'ulteriore riflessione: «Oggi la nostra necessità è quella di far riflettere su un sistema di sicurezza che risulta violento, inaccettabile e distruttivo. A Vicenza esistono due modalità operative opposte: da una parte negli ultimi mesi, grazie alle richieste delle unità di strada e al lavoro di coordinamento dei servizi sociali si è riusciti a far aumentare il numero dei posti letto nelle strutture di accoglienza... Dall'altra parte, però, chi non ha voluto o potuto prendere posto nei dormitori si vede gettare via coperte e vestiti, anche durante i week end, quando il servizio di ricovero delle coperte è chiuso e non può essere utilizzato e, alla luce del fatto che i ricoveri notturni sono ormai nuovamente pieni, questo risulta ancor più inaccettabile». Si tratta di parole precise anche alla luce di quanto le volontarie di Welcome refugees Alessia Bacilieri e Elena Guerra fanno sapere ai taccuini di Vicenzatoday.it, ossia che per affrontare il problema dei senza casa non occorre la repressione ma la solidarietà».

GUARDA IL FILMATO DIFFUSO DA WELCOME REFUGEES
GUARDA LA SINTESI FILMATA SULL'ATTIVITÀ DELLE «UNITÀ DI STRADA»

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