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Settimana di scioperi: incrociano le braccia benzinai e dipendenti del trasporto pubblico

Figisc Confcommercio Vicenza aderisce alla protesta nazionale dei benzinai. Il presidente Eugenio Volpato: “Cali del fatturato che arrivano anche al 40%”. Sul trasporto, l'ente di Governo si dichiara "amareggiato"

Benzinai e lavoratori del trasporto pubblico incrociano le braccia. I primi il 14 dicembre, i secondi mercoledì 16. Lo sciopero dei benzinai è confermato per lunedì, anche se con una durata ridotta rispetto alla prima convocazione, per lanciare un ultimo segnale al Governo al fine di una ripresa del confronto. La protesta della categoria, che nel Vicentino conta circa 300 impianti di distribuzione di carburante, è motivata, come spiega il presidente provinciale Figisc-Confcommercio Eugenio Volpato «all’incomprensibile rifiuto del Governo di inserire le imprese di gestione degli impianti tra le categorie che beneficiano dei provvedimenti di sostegno dei diversi Decreti Ristori».

Una decisione che, secondo l'associazione di categoria, non tiene conto dei riflessi negativi che anche il settore della distribuzione di carburanti sta subendo a causa dell’emergenza. «Il calo del venduto si fa sentire: tra smart working, riduzione della mobilità serale e nei weekend, didattica a distanza, crollo del turismo, “coprifuoco” alle 18.00, solo per citare alcune motivazioni, gli impianti di carburante stanno subendo contrazioni nei volumi del venduto che arrivano anche al 40% - rileva il presidente Volpato -. Ignorare questa situazione drammatica per tante piccole e piccolissime attività del settore, escludendole da ogni sostegno, è inconcepibile». Da qui la protesta, che riguarderà sia la rete stradale che autostradale, con impianti chiusi dalla serata di lunedì 14 dicembre prossimo (dalle ore 19.00 su rete ordinaria e dalle ore 22.00 in autostrada), al primo pomeriggio di mercoledì 16 (rispettivamente dalle ore 15.00 e dalle ore 14.00).

Trasporti pubblici 

«Ci sono tempi e modi. E con la drammatica situazione attuale questo non ci sembra né il tempo né il modo». L’Ente di Governo del trasporto pubblico vicentino esprime il proprio disappunto e la propria amarezza nei confronti dello sciopero del trasporto indetto per mercoledì 16 dicembre dalle 8:29 alle 12 da Usb Unione Sindacale di Base e Ugl Fna Vicenza.

«Sia chiaro -precisa il presidente dell’Ente Giancarlo Acerbi- lo sciopero è un diritto dei lavoratori che non va messo in discussione. Però, senza entrare nel merito delle motivazioni, troviamo inopportuna la decisione di indire uno sciopero in un momento in cui siamo tutti impegnati ad organizzare il servizio di trasporto per il rientro degli studenti a scuola il 7 gennaio. Sono quotidiani i confronti con Provincia, Comuni, Svt, Regione, provveditore, scuole. Ed è aperto il tavolo coordinato dal Prefetto Signoriello. Questa è la nostra priorità. Lo dobbiamo a tanti ragazzi che per mesi hanno seguito lezioni da casa, con tutti i limiti che questo comporta anche e soprattutto a livello di rapporti interpersonali».

Tra i problemi sul tavolo, la capienza dei bus limitata al 50%, la flotta dei bus da potenziare, le corse da implementare e i contratti da sottoscrivere con le aziende esterne. La presenza degli studenti al 75% a rotazione, poi, significa corse che si devono adeguare quotidianamente ai punti di partenza e di arrivo dei ragazzi. E significa sapere provenienza e destinazione degli studenti, informazioni di cui ad oggi l’azienda di trasporto non dispone.

«Siamo chiamati ad un compito non facile  -prosegue Acerbi – serve la collaborazione di tutti per centrare l’obiettivo. I nostri autisti, come tutto il personale che si occupa di trasporto, sono in prima linea in questa sfida: questo è il momento dell’unità».

 

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