Giovedì, 28 Ottobre 2021
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Sanitari no vax, Cub Veneto: "No al ricatto o ti vaccini o ti tolgo il salario"

Maria Teresa Turetta: "Molti di loro, se avessero la certezza che il vaccino proposto contro il sars Cov 2 garantisse realmente l'immunità, sarebbero i primi a vaccinarsi"

Cub Veneto interviene sulla delicata questione relativa agli operatori no vax: "Come sindacato - spiegano in una nota ufficiale - ci siamo schierati a fianco dei sanitari che si ribellano a tale imposizione perchè troviamo inaccettabile e pericoloso questo ricatto, vile nei contenuti e nelle modalità di applicazione. La sospensione dal salario e dal servizio introdotta dal Decreto 44/2021 è totalmente deregolamentata dai contratti nazionali e dalla normativa del Pubblico Impiego e del lavoro privato;  per tale motivo abbiamo considerato grave questo intervento normativo che colpisce e discrimina la categoria degli operatori sanitari ponendoli di fatto davanti alla scelta obbligata di vaccinarsi per poter mantenere il proprio stipendio e quindi sfamare i propri figli."

"É vergognosa la campagna diffamatoria messa in atto contro medici, infermieri e operatori che non si vogliono vaccinare per i più disparati motivi (ad esempio perchè sono già stati contagiati, hanno problemi di salute, hanno convinzioni personali che li inducono a non vaccinarsi) - continuano - nei posti di lavoro e sulla stampa sono additati come untori e sbeffeggiati con epiteti come  "No Vax". Ebbene molti di loro, se avessero la certezza che il vaccino proposto contro il sars Cov 2 garantisse realmente l'immunità, sarebbero i primi a vaccinarsi. In realtà siamo in presenza di un vaccino sperimentale che non tutela il vaccinato da ulteriori contagi e quindi, proprio per per evitare di trasmettere il contagio, a sua volta deve continuare a utilizzare i dispositivi di sicurezza (mascherine, guanti, ecc.)

"Questa caccia agli untori finirà quando scopriremo i dati sui vaccinati che si sono ammalati, con i conseguenti contagi che avranno causato a loro volta - sottolineano -  proprio per questo invieremo nei prossimi giorni una richiesta di dati in questo senso alla Regione Veneto. Inoltre saremo concretamente a fianco degli operatori sanitari con iniziative di mobilitazione in tutte le città per dire che per salvare la sanità veneta si devono affrontare problemi molto concreti come la carenza di personale, la scarsità di sale di rianimazione, lo spreco di denaro che si concretizza quando i servizi sanitari pubblici sono privatizzati".

"Soprattutto - concludono - a breve tutti capiremo che la campagna denigratoria contro gli Operatori sanitari "No Vax" è funzionale a distrarre l'attenzione pubblica da chi con la Pandemia e con la sanità sta facendo i propri interessi". 


 


 

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