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Flor replica a Report e annuncia querele: «Tante menzogne e dati falsi»

Ha fatto scalpore il “fuori onda” dell’inchiesta giornalistica in cui sembra che Flor volesse “coprire” il professor Andrea Crisanti che avrebbe messo in difficoltà l’azienda ospedaliera: «Non volevo coprire nessuno, non potevo dare alla Abbott uno studio che non c’era»

L'utlima puntata di Report, Rai3, ha riacceso il dibattito sulla gestione della pandemia in Veneto durante la seconda ondata e ha ancora una volta riacceso i riflettori su uno studio del professor Crisanti che dimostrerebbe che i tamponi rapidi avrebbero efficacia in sette casi su dieci. «Quello studio sui tamponi rapidi non c’era, la casa farmaceutica Abbott che produce i tamponi mi aveva chiesto quella ricerca e io ho pensato che me lo chiedessero per valutare gli estremi per farci causa, e ho risposto che quello studio, che ha determinate caratteristiche scientifiche, non è mai esistito». Così risponde il direttore generale della sanità veneta Luciano Flor all’inchiesta del programma di Rai 3.

Ha fatto il giro del web grazie alle condivisioni in particolare un “fuori onda” dell’inchiesta giornalistica in cui sembra che Flor volesse “coprire” il professor Andrea Crisanti che avrebbe messo in difficoltà l’azienda ospedaliera con quell’accertamento. «Non volevo coprire nessuno, non potevo dare alla Abbott uno studio che non c’era». Flor nel dialogo a microfoni lontani definisce il prof. Crisanti un ingenuo. Ci è sembrato a questo punto attinente chiedere a un manager esperto e affermato come Flor se un po' non lo sia stato anche lui. «Mi stai chiedendo chi è stato più ingenuo? Io mi fido dei miei interlocutori, parto sempre dal presupposto che le persone siano serie».

Il professor Flor, che non si dimetterà, mette nero su bianco i fatti fornendo a tutti i giornalisti presenti la documentazione che testimonia che i fatti sono andati come sostiene. «Il 21 ottobre ricevo una lettera di Crisanti in cui vengono messi in dubbio i tamponi rapidi, il 30 ottobre 2020 la Abbott chiede informazioni su quella ricerca, io ho chiesto ai due direttori generali che mi dicono che lo studio non c’è, Crisanti stesso mi dice che lo studio non c’è ma c’è un approfondimento diagnostico, il 5 febbraio la ditta torna a chiedere lo studio, che ancora non c’è. Lo studio verrà pubblicato il 26 marzo 2021 su una rivista scientifica su 1500 tamponi solo tre hanno dei problemi».

Il direttore generale della sanità veneta ha inoltre definito “molto gravi” le affermazioni del professor Andrea Crisanti e anticipato possibili provvedimenti nei suoi confronti, come nel caso della redazione di Report: «Le azioni hanno conseguenze, chi si occupa della questioni legali sta valutando», ha sottolineato il direttore della sanità veneta. 

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