Sanità e Covid-19, il grido di allarme della Cgil

I rappresentanti dei lavoratori chiedono più sicurezza per gli operatori e frattanto proseguono le tensioni per il futuro dell'ospedale di Santorso: domani protesta sui balconi dell'Alto vicentino

il consigliere comunale scledense Carlo Cunegato

Striscioni sui balconi e una protesta on line. È questo il cuore della iniziativa che prenderà corpo domani 22 marzo nei centri dell'Alto vicentino. Obiettivo della mobilitazione organizzata da Coalizione civica di Schio è quello di chiedere lumi alla Regione Veneto affinché faccia chiarezza sul futuro dell'ospedale di Santorso. Frattanto si muove anche la Cgil provinciale che esprime grande preoccupazione per lo stato della situazione in tutta la provincia berica.

IL J'ACCUSE DI COALIZIONE CIVICA
Ma come mai Coalizione civica è così preoccupata? Il nosocomio che serve il comprensorio dell'Alto vicentino infatti sta per essere trasformato in un centro per il contrasto alla diffusione del Coronavirus. Cittadini, gruppi, associazioni temono però che passata l'emergenza quei posti potrebbero andare persi. E soprattutto temono che chi oggi dovesse incappare in qualche patologia ordinaria sarà costretto a muoversi, con grande disagio, alla volta di altri ospedali, Bassano e Vicenza in primis.

L'INIZIATIVA
«Tante persone - si legge in un dispaccio di presentazione dell'evento diramato stamani da Carlo Cunegato (in foto), uno dei volti più noti di Coalizione civica a Schio - ci chiedono di organizzare una mobilitazione. In questo momento di emergenza, a causa del quale non possiamo uscire di casa, abbiamo il dovere di non abbassare la guardia e di trovare modi creativi per farci sentire. Per questo - si legge ancora nella nota del consigliere comunale scledense - abbiamo pensato di organizzare una manifestazione online per domenica 22 Marzo dalle 16 alle 20. Andate alle finestre o uscite sui balconi ed esponete cartelli o striscioni con la scritta: #CuriamociQui. Poi ognuno di noi, attivo e responsabilizzato, in quelle quattro ore, se se la sente, potrà farsi una foto, un breve video, scrivere qualcosa in difesa del diritto alla salute di tutti, anche nel nostro territorio. Poi lo posteremo tutti insieme su tutti i social network». Si tratta di preoccupazioni molto precise sulla cui falsa riga si muove anche il Pd di Schio. Il quale in una nota diramata nel pomeriggio di oggi fa sapere che restano «l'angoscia e lo smarrimento... della comunità dell'Alto vicentino» dal momento in cui non si sa «dove e quando i pazienti di altre patologie riceveranno le cure a cui hanno diritto» anche alla luce del fatto che l'ospedale di Santorso «sta progressivamente annullando visite ed interventi» e che l'Ulss «non è ancora in grado di fornire soluzioni alternative certe». 

L'ALLARME DEL SINDACATO
Ad ogni buon conto la situazione anche a livello provinciale rimane tesa. La Cgil berica in una nota diffusa sempre oggi pomeriggio lancia un vero e proprio grido d'allarme all'indirizzo delle autorità, anzitutto all'indirizzo del governatore veneto il leghista Luca Zaia. «Se davvero la priorità è la sicurezza dei cittadini, servono anche una stretta e maggiori controlli su tutte le attività produttive non essenziali, per evitare spostamenti e occasioni di contagio e perché i dispositivi di protezione individuale sono necessari a chi svolge attività essenziali, in primis a chi opera negli ospedali e nelle case di riposo».

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I SALTI MORTALI DEL PERSONALE OSPEDALIERO
Poi un altro affondo: «Negli ospedali il personale lavora senza tutti i dispositivi, senza mascherine e camici idonei: abbiamo bisogno di una mano per denunciare la situazione e chiedere alla Regione di occuparsi davvero del problema, smettendo di fare campagna elettorale sulla salute di lavoratori e cittadini». E ancora: «Lo sappiamo bene, i dispositivi di protezione individuale adeguati sono difficili da reperire. A maggior ragione allora serve dirottarli dove i servizi sono essenziali. La Cgil ringrazia e sostiene i lavoratori della sanità, medici, infermieri, operatori, personale delle pulizie, che in questo momento continuano ad andare al lavoro perché ci credono, pur non avendo tutte le sicurezze del caso. Ci sono lavoratori che per non rischiare di contagiare la propria famiglia non rientrano a casa oppure vivono a casa in isolamento, dormono in garage. Non dobbiamo permettere - si legge ancora - che chi ci cura si ammali: sono lavoratori e cittadini come tutti, meritano protezione e rispetto. Inoltre, senza di loro è a rischio la salute di tutti noi». E per la Cgil il momento è così critico che il sindacato di via Vaccari oggi pomeriggio ha approntato un video-messaggio diffuso su YouTube nel quale si dà voce ad alcuni iscritti che descrivono una situazione nella sanità berica che lascia molto poco all'immaginazione. «Noi - si sente nell'intervento - nonostante tutto faremo sempre la nostra parte con professionalità e umanità».

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