Salvini a Schio tra bagno di folla e letame di fronte alla sede della Lega

Una città divisa nel giorno dell'arrivo del vicepremier leghista. Da una parte centinaia di simpatizzanti "verdi" in piazza Statuto al grido de "Il nostro capitano" e dall'altra il corteo partito da piazza Rossi con slogan contro la Lega e con il motto “Schio è casa nostra”

Alle 20:15 Matteo Salvini non era ancora entrato in una Schio letteralmente divisa in due sotto un cielo nuvoloso ma risparmiato dalla pioggia.  Già dalle 19 più di 500 persone, simpatizzanti leghisti, hanno affollato piazza Statuto dove è stato allestito il palco su cui, poco dopo, è salito il ministro dell'Interno per sostenere la candidata sindaco della Lega Ilenia Tisato. 

IL DISCORSO DI SALVINI (VIDEO)

In un altro punto, in piazza Rossi davanti al duomo,  si sono invece riuniti i contrari al governo "verde" della città, manifestanti che sono subito partuti in un corteo lungo le vie cittadine. Cittadini, studenti e attivisti del centro sociale Arcadia che - come loro stessi segnalano sulla pagina Facebook - poco prima avevano scaricato del letame davanti alla sede della Lega di Schio. Nella notte tra domenica e lunedì, invece, sono stati affissi degli striscioni in vari paesi del territorio berico (compreso Schio) di contestazione contro la presenza di Salvini. Il motto dei contestatori - “Schio è casa nostra” - è stato parafrasato dallo slogan di Tisato (“Schio casa nostra”).

LA CONTESTAZIONE (VIDEO)

In piazza Statuto, in attesa di Salvini, si sono avvicendati sul palco i candidati sindaci dell'Alto Vicentino, compresa Ilenia Tisato e poi il ministro Erika Stefani, l'euro parlamentare Mara Bizzotto e il presidente del consiglio regionale Roberto Ciambetti, che è intervenuto sulla chiusura di alcune pagine da parte di Facebook: «La lega fa paura, sta subendo la censura di Facebook e dei giornali, censurano 23 siti che spiegavano quello che facciamo»

Salvini è arrivato verso le 20:30, annunciando subito : «I porti sono e rimangono chiusi, non c'è spazio per l'immigrazione clandestina» e sull'autonomia: «la porteremo in porto, speriamo che il M5S non svoltino troppo a sinistra». Un intervento "lampo" di appena 20 minuti al termine del quale Salvini ha ricevuto una targa. Infine la serata si è chiusa con il vicepremier disponibile per i consueti selfie con in sottofondo "Un mondo migliore" di Vasco Rossi. 

  

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