Giovedì, 16 Settembre 2021
Attualità Montecchio Maggiore

Rubata la lapide in ricordo degli italiani infoibati: lo sdegno del presidente dell'Anvgd

Era stata apposta solo poche settimane fa

La nuova tarda apposta in memoria degli italiani infoibati

"Il furto della lapide apposta solo due settimane fa al monumento che a Montecchio Maggiore ricorda le vittime dei partigiani comunisti di Tito sul confine orientale provoca una grande tristezza".

Sono queste le parole di Coriolano Fagarazzi, presidente del Comitato provinciale di Vicenza dell'Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, l'indomani del grave e provocatorio atto perpetrato ai danni del monumento che a Montecchio Maggiore ricorda le migliaia di italiani trucidati dai partigiani comunisti titini: morti dei quali per decenni non si era nemmeno potuto parlare e che fino all'istituzione del Giorno del ricordo, nel 2004, venivano ricordati quasi solo dagli esuli istriani, fiumani e dalmati.

"Scrivere la verità fa male – prosegue Fagarazzi manifestando lo sdegno e la condanna per il vigliacco gesto - la nuova inquisizione del pensiero unico non brucia i libri, li ruba".

“L’umanità - conclude - ha già vissuto il tempo dei roghi dei libri che esprimono il libero pensiero, il sapere, la conoscenza. Siamo ritornati alla stessa stregua dei regimi nazista e fascista.”                        

Alle parole del presidente Fagarazzi si unisce anche Susanna Finetto, presidente del comitato Vicentine per Norma Cossetto: “Questi sfregi alla memoria del nostro popolo sono intollerabili.”

“Quella targa - continua la nota - era doppiamente importante: era un luogo simbolico dove ricordare i nostri connazionali trucidati in Istria, Dalmazia e Venezia-Giulia e stabiliva finalmente le responsabilità dei partigiani comunisti titini, italiani e iugoslavi insieme.”

“Ed è proprio questo che probabilmente ha infastidito chi ha compiuto questo squallido gesto. È evidente che alcuni nostalgici di quei tempi e di quelle tragedie non accettino che la Verità venga svelata, accettata e diffusa”.

“Siamo convinte - conclude la nota - che l’amministrazione comunale ripristinerà la targa quanto prima e la invitiamo a farlo anche dovessero ricapitare episodi simili. Chi difende ciò che ama è più forte di chi distrugge per spregio”.

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