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Riaperture, Zaia scrive ai veneti: "Ognuno di noi deve fare la propria parte"

Il governatore lancia un appello di responsabilità ai cittadini: "Da questo virus, da questa pandemia, come la nostra storia ci insegna, ne usciremo"

Da domani, lunedì 26 aprile, entreranno in vigore le nuove regole rispetto al Covid-19 decise a livello nazionale. A tal proprosito il governatore del Veneto ha scritto una lettera ai veneti.

LETTERA AI VENETI

Ecco un estratto dei passaggi cruciali: "Siamo su uno spartiacque da domani si passa da un periodo di responsabilità collettiva con regole imposte dall’alto, a una responsabilità soggettiva, dove ciascuno di noi è chiamato a fare la propria parte con un forte appello alla propria coscienza".

"Siamo chiamati dunque a una coabitazione intelligente e ragionata col virus, finalizzata a uscire definitivamente da questo incubo che ha investito non soltanto la nostra sfera personale". 

"Nessuno ha in mano la sfera di cristallo, nessuno può dirci con esattezza quale sarà il futuro che attende l’Italia, il mondo, i servizi sanitari anche di altri paesi che sembravano solidissimi e che si sono invece rivelati assai fragili. Certezze assolute non le hanno neppure gli addetti ai lavori, o coloro che credono di esserlo, quelli che millantano quotidianamente di sapere tutto della malattia. Non le abbiamo, le verità, perché si tratta di un virus che presenta tanti, troppi aspetti misteriosi che la scienza sta, ancora e affannosamente, studiando".

"L’attenzione che dobbiamo porre deve quindi continuare a essere massima. Quando ci viene consigliato di “evitare ogni assembramento”, s’intende davvero evitare occasioni che pur avrebbero tutto l’aspetto della banalità ma che per un soggetto fragile potrebbero significare non risollevarsi mai più dalla malattia. È un appello che rivolgo a tutti i veneti che fino ad oggi hanno dato prova di serietà e senso civico, ma che indirizzo particolarmente a tutti i ragazzi, che sono coinvolti su più fronti, in primis quello scolastico".

"Il coronavirus non può essere soltanto un problema di chi è in ospedale. Il coronavirus è un problema che riguarda tutti. Le belle giornate, il clima dolce e la primavera non possono farci dimenticare quanti malati ancora sono nelle stanze degli ospedali. Ripeto un mio tradizionale adagio: dopo la pioggia viene sempre il sereno! Il sacrificio e l’attenzione che vi chiedo lo dobbiamo ai nostri cari, ai veneti e al Veneto. E da questo virus, da questa pandemia, come la nostra storia ci insegna, ne usciremo".

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