Ski area leMelette: “Primo passo verso il rilancio dell’Altopiano”

Sabato il taglio del nastro della struttura riaperta dopo un lungo tempo di inattività grazie a un investimento di 8 milioni di euro reperiti dai fondi “Odi” per le aree di confine

Giornata per certi versi storica, quella di sabato 21 dicembre, per il turismo invernale sull’Altopiano di Asiago, dove l’assessore regionale alla Formazione e Lavoro Elena Donazzan ha inaugurato il nuovo comprensorio delle “Melette”, rilanciato dopo lungo tempo di inattività grazie a un investimento di 8 milioni di euro reperiti dai fondi “Odi” per le aree di confine.

La Donazzan ha dato lettura di un messaggio inviato dal presidente Luca Zaia, ed ha sottolineato come sia importante, per la prima regione turistica d’Italia, continuare a investire in qualità nel turismo, che è anche la prima economia del Veneto.

“Asiago – ha detto l’assessore – presenta un contesto estremamente favorevole allo sviluppo: è facilmente accessibile, adatto per conformazione a ospitare anche i nuovi turismi, dotato di valide strutture per l’organizzazione di eventi”.

“Qui la Regione ha investito anche sulla formazione – ha ricordato la Donazzan – attivando da tre anni un Istituto per l’alta formazione nel turismo che tra l’altro, unico in Italia, è strutturato anche con il servizio di ospitalità, in modo di poter essere attrattivo anche per chi non vive nell’area, dove si insegna come fare qualità e come accompagnare gli investitori che desiderino impegnarsi per lo sviluppo”.

“E proprio agli investitori che hanno creduto nel futuro delle Melette – ha concluso l’assessore – va il nostro plauso e il nostro ringraziamento, a cominciare dal presidente Rigoni che, con la sua azienda nota in tutto il mondo, ha dimostrato che la montagna va vissuta e che la si può vivere prosperando”.

Sabato la festa era tutta per leMelette e per gli oltre 200 soci che hanno creduto nel sogno sottoscrivendo le quote di partecipazione in un momento quando le criticità erano ancora tante ed il taglio del nastro ancora lontano e nemmeno in programma. 

Un sogno che simboleggia anche una rinascita con l’imponente seggiovia a 6 posti da 2 mila persone all’ora che ancora oggi si diparte tra alberi a terra e boschi gravemente danneggiati dalla tempesta Vaia. Emblema della caparbietà degli altopianesi di riprendersi come fatto tante volte nel passato e che il loro accapigliarsi talvolta non fa altro che sottolineare quanto siano attaccati alla loro terra. Un terra appunto “da sogno” che le piste delle Melette riveleranno a quanti saliranno a scoprire queste bellezze, appena il meteo vorrà imbiancare i suoi boschi e montagne. 

Come ha sottolineato il presidente della società di gestione “Ski area Altopiano di Asiago Sette Comuni” Andrea Rigoni, “Il lavoro svolto, l’impegno profuso da tante persone, il coraggio di crederci restituisce le Melette alla comunità altopianese e alla comunità degli sciatori appassionati che troveranno impianti di risalita all’avanguardia e baite riviste in un’ottica di promozione dei prodotti locali e del benessere; ma soprattutto quei 25 km di piste che hanno costituito e costituiranno un luogo d'eccellenza per lo sci e per la vita all’aria aperta”. 

“Ci sarebbero tantissime persone da ringraziare e che hanno permesso di arrivare a questo momento importante per la nostra comunità - jha dichiarato Roberto Rigoni Stern, sindaco di Asiago -  Un’opera che nasce nel 2007 sulla scia del referendum per il passaggio sotto la Provincia autonoma di Trento quale unico mezzo a disposizione della popolazione altopianese per reagire contro gli assurdi privilegi di cui ancora godono le province autonome nostre dirimpettaie. Dalla strada tracciata dal Ministro Aldo Brancher e dai sindaci Andrea Gios di Asiago, Pino Rossi di Gallio e Valentino Frigo di Roana; poi proseguita da chi li ha succeduti. Siamo riusciti a portare avanti questo ambizioso progetto oltrepassando ostacoli che sembravano invalicabili e a superare il ragionamento stantio dei campanili portando la nostra forza oltre i confini comunali e guardando all’Altopiano come un unico grande territorio”. 

“Questo taglio del nastro - ha dichiarato Emanuele Munari, sindaco di Gallio - rappresenta qui sull’Altopiano il primo esempio di collaborazione pubblico – privato in grande scala oltre ad essere la prima opera inaugurata realizzata con l’impulso dei fondi di confine.  Le difficoltà sono state tante e molteplici le preoccupazioni durante questo lungo percorso.  Gli stessi Comuni hanno compiuto sforzi importanti con tagli alla spesa e gestione oculata delle risorse per destinare gli avanzi di bilancio all’ammodernamento dell’area. Oggi riconsegnamo le Melette soprattutto ai cittadini altopianesi che hanno accettato questi sacrifici; ma soprattutto hanno saputo dare il via al progetto portando avanti la campagna referendaria; le risorse del fondo di confine infatti sono di tutti loro”. 

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