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Residente multato per un falò, ma «la polvere di scavo dei camion della Spv non si tocca»

A margine dell'area di lavoro della Superstrada pedemontana veneta in zona Vallugana deflagra l'ennesima polemica. È bufera sugli agenti della polizia locale «che sanzionano» un uomo di mezz'età che ha violato una ordinanza anti-roghi e però «evitano di scrivere un verbale mentre le maestranze non abbattono quelle polveri micidiali». La replica del comando: «le pattuglie agiscono sempre nel rispetto delle norme»

«Efficientissimi nel multare un abitante del luogo che brucia le ramaglie, ma i camion del cantiere Spv che scaricano il materiale di scavo senza abbattere quelle maledette polveri che sono nocive dio solo sa quanto sono lasciati in pace». A parlare sono i residenti della zona Vallugana a Malo che ieri 6 marzo, dopo che da giorni la rabbia montava per i disagi «dovuti all'area di lavoro della Superstrada pedemontana veneta, se la sono presa con una pattuglia dei vigili urbani maladensi, messi sulla graticola «per non essere intervenuta durante una circostanza che lo richiedeva». Frattanto però al comando rassicurano «che in casi del genere» nulla viene lasciato di intentato e che «gli agenti fanno rispettare sempre la legge».

L'EPISODIO
L'episodio va in scena ieri pomeriggio quando la pattuglia (fotografata più volte da chi scrive peraltro) interviene perché nella zona di via Covolo un abitante del luogo che aveva passato il pomeriggio a curare un pezzo di terra della madre decide di dare fuoco ad alcune ramaglie «ignorando che una ordinanza municipale» vieta tassativamente quei roghi. Gli agenti arrivano da Malo, parcheggiano l'auto a bordo strada ad un passo dal cantiere Spv. Non puntano verso lo stesso cantiere bensì percorrono a piedi un campo non seminato e poi si fermano davanti ad un uomo di mezz'età che poi ai taccuini di Vicenzatoday.it conferma di essersi «beccato cinquanta euro di multa». Elevata la sanzione i due vigili urbani risalgono sull'Alfa Romeo d'ordinanza e ritornano verso Malo dove poi proseguiranno il servizio di pattugliamento e di controllo del traffico: ancora una volta senza curarsi, almeno apparentemente, di quanto sta accadendo nel cantiere.

IL «MICIDIALE» SMARINO
A pochi metri da loro però mentre i due si occupavano del falò i camion impegnati nella realizzazione della Superstrada pedemontana veneta (meglio nota come Spv) facevano dentro e fuori dall'imbocco del tunnel in costruzione verso Cornedo. Ogni carico di smarino viene regolarmente svuotato su una montagna di detriti. E appena il cassone si apre una nube di polvere sottile prende il largo verso la valle e verso le abitazioni nei pressi. Alla scena assistono anche diversi residenti, tuttavia la pattuglia non interviene «quantomeno per accertare quanto sta accadendo». E le punture di spillo non mancano mentre «quei due evitano di scrivere un verbale mentre le maestranze del cantiere non abbattono quelle polveri micidiali»: ergo, «la polvere di scavo dei camion della Spv non si tocca». Al tutto si aggiunge una curiosità. Durante l'ultima fase della permanenza in loco della pattuglia, per qualche motivo i camion della Spv si fermano. Per poi riprendere il loro lavoro subito dopo, quando i vigili se ne sono andati.

COMPAESANI IMBUFALITI
La voce nella contrada si diffonde con la velocità della luce. La gente «si dice esasperata ed indignata» perché «quei camion operano oltre la linea di cintura delle sponde di cantiere, perché la polvere, che nemmeno viene abbattuta con getti d'acqua degni di questo nome se non inesistenti, finisce nelle nostre case e perché quelle barriere sono tutto fuori che fono-assorbenti oltre a non servire a nulla perché sono collocate ben al di sotto la linea di lavoro di dumper e ruspe. Ecco non si capisce perché gli agenti non si siano degnati di redigere un verbale». Poi un'altra bordata: «Vorremmo sapere se abbiamo a che fare con i vigili di Malo o quelli della Pedemontana».

IL J'ACCUSE DI VIERO
Nel tardo pomeriggio prende parola Andrea Viero, portavoce del comitato di Vallugana, comitato che da anni denuncia i disagi del cantiere: «Noi ne abbiamo le tasche piene. È da giorni che i camion operano facendo un baccano tremendo e soprattutto che le maestranze non abbattono le polveri nocive. Queste ultime tra l'altro sono oggetto di un contenzioso civile, sono state segnalate anche alle autorità competenti compresa la magistratura. Ci domandiamo quindi che cosa stia facendo chi dovrebbe tutelare noi e la legge».

PARLA L'AMMINISTRAZIONE 
Nel pomeriggio di ieri comunque è arrivata la presa di posizione della dottoressa Nadia Fochesato comandante della polizia municipale di Malo. La quale spiega che «gli agenti hanno sicuramente agito nel rispetto delle norme e che in taluni casi certe sanzioni si possono elevare anche in differita, magari perché in quel dato momento non c'è il personale preposto». Appresso un'altra precisazione: «Non dimentichiamoci che si tratta pur sempre di un sabato pomeriggio. Evitiamo pertanto di fare processi alle intenzioni e di giudicare chicchessia senza conoscere il quadro della situazione». Peraltro il sindaco di Malo, il leghista Moreno Marsetti, aggiunge che «ad ogni buon conto alle brevissime chiarirà ogni aspetto dopo essersi confrontato con gli uffici competenti».

IL SARCASMO DEL COVEPA
Ad ogni modo l'atmosfera rimane effervescente. Massimo Follesa, portavoce del coordinamento ambientalista Covepa, che da anni contesta la Spv, distillando una riflessione di carattere generale ancorché improntata al sarcasmo lancia comunque una stilettata agli uomini in divisa: «Mutatis mutandis se davanti a un poliziotto un tizio tenta di ucciderne un altro l'agente deve cercare di evitare il crimine. Non aspetta che il morto si presenti in questura a sporgere formale denunzia. In linea di massima il compito del pubblico ufficiale è quello di cristallizzare l'accaduto anche con un semplice filmato effettuato col telefonino affiancato ad una nota si servizio, la quale altro non è che un riassunto. Non dimentichiamoci poi che sempre tra gli aficionados di quel cantiere mesi fa c'è stato qualcuno che ha avuto la spudoratezza di affermare come non ci fosse nulla di strano nel dare fuoco all'esplosivo in eccesso perché le maestranze avevano freddo. Quel rogo è stato oggetto di una indagine visto che quella condotta è penalmente perseguibile?».

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