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La montagna frana: addio alla guglia Corno

Perso per sempre un pezzo del Gruppo del Fumante a Recoaro. Dalle stime, un centinaio di metri cubi sono finiti a valle 

Un duro colpo per tutti gli appassionati di alpinismo e per la montagna vicentina che ora non sarà più la stessa. Il paesaggio del Gruppo del Fumante, a Recoaro, ha cambiato per sempre fisionomia. Nei giorni scorsi, infatti si è staccata una fetta della guglia Corno. Secondo le prime stime, sarebbero finiti a valle un centinaio di metri cubi di roccia. Nessun escursionista, a quanto risulta, ha subito delle conseguenze dalla frana. 

Non si sa di preciso quando la vetta è scomparsa, anche perché i rifugi della zona sono chiusi. Molto probabilmente il fatto è successo durante la notte e più che cadere con un tonfo, la guglia si è letteralmente sgretolata sotto la base, ha ceduto e parte dei detriti sono finiti nel versante sopra al Rotolon. «I fattori atmosferici, per quello che è accaduto, sono stati molto incisivi: gli sbalzi di temperatura, il cambiamento climatico hanno abbassato il piano che appoggia alle pareti che sono comunque sono stabilì, le fessure si sono allargate e la roccia si è mossa, ricordiamoci che stiamo parlando di una roccia sedimentaria di calcare», ha commentato la guida alpina Paolo Asnicar. 

Il Fumante è meta di molti escursionisti, soprattutto la guglia Gei (Giovani Escursionisti Italiani) che formano il gruppo assieme alla guglia Negrin, la guglia Torcia e l'ormai scomparsa guglia Corno. Si tratta di un gioiello delle Piccole Dolomiti, una zona che ha contribuito a fare la storia dell'alpinismo, che ospita i corsi del Cai da tutta Italia e il cui nome è legato a quello del  celebre alpinista e partigiano Gino Soldà che nel 1954 ha partecipato alla spedizione italiana che ha raggiunto la vetta del K2.

Le foto pubblicate sono da Nevio Soldà, fotografo e maestro di sci, nipote del fratello di Gino, Italo Soldà, primo sciatore italiano a fare il salto mortale.

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