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Martedì, 18 Giugno 2024
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Il ministro "svuota" la questura di Vicenza, in arrivo solo tre poliziotti: ne andranno in pensione 22

Per il prossimo anno si prevede un ulteriore depauperamento di circa 30 operatori per tutta la provincia e tutti per limiti di età

Ventidue poliziotti andranno in pensione e in città ne arriveranno solo tre. È l'ennesima doccia fredda sulla questura di Vicenza, già da tempo sofferente di mancanza di organico. Nei giorni scorsi, infatti, il dipartimento di pubblica sicurezza del ministero dell’Interno ha infatti assegnato solo tre nuove unità a Vicenza, nonostante il fisiologico turnover da pensionamento che vedrà, entro il 2024, lasciare il lavoro ben 22 unità di pubblica sicurezza, a cui si sommano le richieste di trasferimento. In una città non certo priva problemi di ordine pubblico, la decisione del ministero ha lasciato tutti a bocca aperta. Il capoluogo berico è infatti "l'ultima ruota del carro", quello che in Italia ha avuto meno assegnazioni di operatori di pubblica sicurezza. Ed è una "cenerentola" anche nei confronti delle altre venete. A parte le tre questure in prima fascia, Venezia, Verona e Padova, che avranno rispettivamente 112, 36 e 36 nuovi agenti, c'è un divario impressionante anche nei confronti di Rovigo, Belluno e Treviso dove arriveranno rispettivamente 52, 43 e 35 poliziotti. 

«La questura di Vicenza sta assistendo alla propria lenta agonia - commenta il segretario generale provinciale Silp Cgil Vicenza Vita Scifo - tra i poliziotti che ci lavorano corre un filo di malumore crescente. Malgrado gli sforzi fatti dal questore e dai suoi collaboratori nel richiedere un aumento organico del personale della questura, e malgrado, forse, le promesse che avevano ricevuto, abbiamo ricevuto un feedback negativo o quasi. Dal piano di potenziamento che è stato pubblicato per tutte le questure, a quella di Vicenza è stato destinato un solo agente già di ruolo, dai corsi di formazione verrà assegnato un solo agente di prima nomina e, ciliegina sulla torta, non abbiamo ancora contezza di quante persone lasceranno la questura di Vicenza per essere trasferiti ad altra sede. Cosa non trascurabile è anche il dato che riguarda i pensionamenti: tutta la provincia perderà 22 operatori che vanno in pensione per limiti di età e la sola questura si impoverirà di 17 unità. Per il prossimo anno si prevede un ulteriore depauperamento di circa 30 operatori per tutta la provincia e tutti per limiti di età. Non confidiamo neanche sulla formazione di nuovi agenti di polizia in considerazione del fatto che quest’anno a Roma inizia anche l’anno giubilare e non osiamo neanche minimamente pensare quanta forza richiederà questo evento per farvi fronte. Oltre a rimboccarci le maniche non ci rimane che piangere per la morte della sicurezza a Vicenza. Della serie dimenticatevi della richiesta di istituzione di un commissariato nel territorio dell’Alto Vicentino». 

Sulla questione è intervenuto anche il senatore e segretario regionale del Pd Veneto, Andrea Martella, che ha depositato martedì mattina al Senato un’interrogazione al ministro dell’Interno per chiedere la revisione immediata dei criteri di assegnazione del personale in forza alla questura di Vicenza, consentendone un adeguato potenziamento degli organici in servizio. «Si tratta di numeri mortificanti per una realtà complessa come la provincia di Vicenza che avrebbe avuto bisogno di ulteriori unità assegnate proprio in considerazione della specificità territoriale», scrive Martella nell’interrogazione. «La oggettiva carenza di personale come denunciato dalle stesse organizzazioni di rappresentanza dei lavoratori di polizia non assicura la possibilità di un capillare controllo del territorio nonostante la professionalità, il senso dello stato e l’impegno del personale in servizio», prosegue il segretario. «Ci saremmo attesi dal Ministero una assegnazione maggiormente congrua rispetto alle esigenze del territorio soprattutto se rapportata alle altre assegnazioni ricevute dalle Questure del Veneto».

Al Ministro si chiede di sapere «quali sono state le ragioni che hanno determinato tale risultato e quali tempestive iniziative per quanto di competenza intenda attivare al fine di consentire un potenziamento, come del resto chiesto dalle rappresentanze sindacali, della pianta organica in servizio presso la Questura di Vicenza rispondente effettivamente alle necessità del territorio considerata la sua complessità in termini di sicurezza».

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