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Qualità dell'aria, Vicenza aderisce al Patto dei sindaci

Entro il 2030 riduzione del 40% delle polveri sottili. Via libera del Consiglio comunale

L’Amministrazione comunale di Vicenza mette in campo un’ulteriore azione per ridurre l’inquinamento atmosferico. Con voto favorevole all’unanimità, il Consiglio comunale ha approvato giovedì l’adesione al “Patto dei sindaci per la qualità dell’aria”, promosso dalla Provincia di Vicenza.

Il patto impegna le 34 amministrazioni aderenti a ridurre almeno del 40% le emissioni di polveri sottili primarie (Pm10 e Pm2,5), di ossidi di azoto (Nox) e di ammoniaca (Nh3) entro il 2030. Le azioni concrete per raggiungere questo obiettivo verranno adottate con un Programma locale per la qualità dell’aria e integrate nel Piano d’azione per l’energia sostenibile e il clima (Paesc). Ogni anno, inoltre, si dovrà dare conto alla Provincia delle attività realizzate.

La delibera di Consiglio è stata presentata giovedì dal sindaco Francesco Rucco, che ha sottolineato l’importanza del patto, l’impegno della Provincia nel sostenere i Comuni, nonché il coordinamento con la Regione Veneto.

“L’adesione al patto – considera l’assessore all’ambiente Simona Siotto - e la conseguente predisposizione ed adozione del Programma locale per la qualità dell’aria, da presentare integrando o aggiornando il Paesc entro 18 mesi dalla decisione del consiglio comunale, permetteranno alla città di declinare a livello locale le azioni e gli obiettivi di miglioramento della qualità dell’aria, svolgendo una serie di attività territoriali, oltre che ribadire una precisa priorità nelle azioni da perseguire in ambito energetico-ambientale”. 

Nel dettaglio, il Comune dovrà mappare e geolocalizzare i sistemi di riscaldamento domestici utilizzanti biomassa legnosa (caminetti aperti, ad inserto, stufe a legna o pellet, legna a pezzi o cippato, etc) e la loro percentuale di utilizzo per il riscaldamento degli ambienti; i forni a legna delle pizzerie e loro quantitativo annuo di legna utilizzata; le piste ciclopedonali esistenti e di quelle a progetto; le aziende agricole con allevamenti e tipologia di liquame. Il patto prevede anche il monitoraggio delle pratiche edilizie presentate in Comune a finalità energetico-ambientale e lo schema delle implementazioni delle azioni provinciali con quelle previste dal Paesc. 

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