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«Pronti a protestare sotto casa del sindaco»

I residenti della frazione cornedese di Cereda sono esasperati dai rumori dei cantieri Spv. Solo l'intervento del loro legale e di tre pattuglie li ha indotti a più miti consigli. E l'avvocato chiede una ordinanza con cui siano vietati i lavori notturni: «la privazione del sonno è una forma di tortura»

«Ne abbiamo le palle piene di quei rumori senza fine». Il linguaggio colorito descrive lo stato di esasperazione con cui una quindicina di abitanti della contrada Palazzina ha accolto l'arrivo delle forze dell'ordine durante la serata di ieri 8 giugno. Il loro intento era quello di andare «a fare casino di notte sotto casa del sindaco» cornedese Francesco Lanaro. C'è voluto l'intervento del loro avvocato Giorgio Destro e quello di ben tre pattuglie, due dei carabinieri e una della polizia municipale, per indurli «a più miti consigli». Tuttavia la rabbia «per i disagi arrecati dal martellamento sotterraneo sotto le nostre case dovuto agli scavi per il tunnel della Superstrada pedemontana veneta», meglio nota come Spv, rimane. Come rimane la rabbia indirizzata al primo cittadino nonché al governatore leghista Luca Zaia: «quei due ci hanno abbandonato» hanno ribadito più volte i residenti che si lamentano «di essere trattati da cittadini di serie B».

Quando Giorgio Destro, legale del comitato, è arrivato ieri sera attorno alle sette nella frazione cornedese di Cereda, gli animi si erano già scaldati. Destro per convincere i suoi assistiti «quietare le acque» ha preferito chiamare la forza pubblica. Sono così arrivati i vigili urbani del consorzio della Valle dell'Agno. I quali, spiega Laura Zambito, presidente del comitato, «hanno finalmente potuto ascoltare questo martellamento che da giorni e giorni si accanisce senza pietà sulla nostra quotidianità. Noi - spiega la presidente - siamo gente semplice gente che lavora, che fa i turni, che ha bisogno di stare tranquilla per andare a lavoro riposata e soprattutto per vivere serenamente in famiglia. Purtroppo - attacca quest'ultima - c'è un abisso tra le rassicurazioni che giungono dalla Regione Veneto, il concedente dell'opera, sulla quale Palazzo Balbi dovrebbe sorvegliare seriamente, e la triste realtà che ci affligge costantemente». I residenti si dicono «esausti» e «si dicono pronti a far sentire le prorie ragioni sotto il municipio e sotto la casa di Lanaro» se la situazione «non cambia». 

Dal canto suo Destro (anche ai microfoni di Vcienzatoday.it) ha spiegato che il sindaco «non può non tenere conto dei disagi patiti dai suoi cittadini». E indica una soluzione: «Il capo dell'esecutivo municipale in una con la giunta può procedere con una ordinanza che blocchi i lavori notturni. È nel suo potere. Una cosa del genere è successa anche dall'altra parte dello scavo e della valle ossia in zona Vallugana a Malo. Io non so se riuscirò a tenere tranquille queste persone in eterno». Di seguito un'altra considerazione: «La privazione del sonno è una forma di tortura».

Ad ogni modo la situazione si è rasserenata definitivamente (sulle prime nei confronti del sindaco erano volati sfottò e parole irriferibili) quando sul posto è arrivato il maresciallo Donato Summa, responsabile della stazione dei carabinieri presso la Compagnia valdagnese e decano dell'Arma nell'Ovest vicentino. Summa dopo aver rincuorato le persone, anche ricorrendo ad un pizzico d'ironia, si è raccomandato più volte affinché la protesta «rimanga nell'alveo della legge», ricordando poi che per «comunicazioni, segnalazioni ed esposti» la caserma dei carabinieri «è sempre a disposizione dei cittadini». Vigili urbani e militari poco appresso si sono lungamente confrontati con Destro e con i residenti: questi ultimi hanno quindi «accuratamente spiegato le ragioni» agli uomini in divisa. Ma come la pensa il sindaco di quanto accaduto ieri? Chi scrive ha interpellato direttamente il primo cittadino, dal quale però, almeno al momento, non è giunta alcuna risposta. I problemi causati dai cantieri Spv lungo l'asse Castelgomberto, Cornedo, Malo sono noti da tempo. La querelle tra esposti  econtenziosi civili è persino finita davanti al tribunale di Vicenza (per non parlare dei due decessi registrati in due cantieri Spv del Vicentino). Ed è in questo contesto (un contesto in cui le magagne della Spv hanno più volte interessato i media di mezz'Italia) che va anche letta la presa di posizione del consigliere regionale leoniceno Cristina Guarda dei Verdi. Quest'ultima con una nota diramata oggi nel tardo pomeriggio si è espressa in termini molto netti. «L'assessore regionale alle infrastrutture», la leghista Elisa De Berti e i compenenti «della Commissione regionale teritorio, è bene che incontrino i residenti per un confronto. Non possiamo consentire che accada nuovamente quanto avvenuto lì vicino in contrada Cracchi dove la Regione ha dovuto acquistare alcune abitazioni a causa del rischio non calcolato al momento della progettazione».   

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