Mercoledì, 22 Settembre 2021
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Prošek e non solo, il Prosecco nella top ten dei vini più imitati

Mentre Luca Zaia annuncia di essere pronto a una super causa contro i Croati per la denominazione registrata dalla Ue, la Coldiretti segnala: "È la punta dell’iceberg dell’attacco alle bollicine più famose del mondo". E negli scaffali si trova il Meer-secco, il Kressecco, il Semisecco, il Consecco ed il Perisecco

L’annuncio della registrazione della menzione tradizionale "Prošek" per un vino croato, fatto dalla Commissione Ue, ha fatto mandare su tutte le furie Luca Zaia. Il presidente della Regione Veneto, a margine conferenza stampa di martedì a Palazzo Balbi, ha definito "una vergogna" la decisione della Commissione, annunciando battaglia sia in sede ministeriale sia a livello di un'eventuale causa contro i croati: "Saremo comunque a fianco dei coltivatori - ha concluso il governatore - siamo disposti a finanziare una causa che fara venire il mal di testa a questi qua. È una vergogna assoluta, se rinunciamo al nome della denominazione più grande al mondo".

Nel frattempo la Coldiretti di Vicenza avverte: "Quello che è successo è solo la punta dell’iceberg dell’attacco in atto nei confronti del Prosecco, il vino italiano più copiato nel mondo, con esportazioni che hanno superato il miliardo di euro (+35% nei primi sei mesi del 2021)". L'associazione sottolinea che l’annuncio del Commissario all’agricoltura Wojciechowski arriva proprio con il via alla vendemmia fissato per metà settembre, in un’annata che si annuncia da ricordare per qualità.

Negli scaffali dei supermercati la Coldiretti ha smascherato il Meer-secco, il Kressecco, il Semisecco, il Consecco ed il Perisecco tedeschi, ma in commercio sono arrivati anche il Whitesecco austriaco, il Prosecco russo ed il Crisecco della Moldova, mentre in Brasile nella zona del Rio Grande diversi produttori rivendicano il diritto di continuare a usare la denominazione prosecco nell’ambito dell’accordo tra Unione Europea e Paesi del Mercosur.

Anche per questo, la decisione della Commissione Europea è un precedente pericoloso che rischia anche di indebolire la stessa Ue nei rapporti internazionali e sui negoziati per gli accordi di scambio dove occorre tutelare la denominazione dai falsi. Dopo la pubblicazione in Gazzetta – riferisce la Coldiretti - “tutte le parti interessate disporranno di un termine di due mesi a decorrere dalla data di pubblicazione per presentare un'obiezione motivata che la Commissione analizzerà prima di adottare una decisione finale”. “Il Prosek croato – spiega la Coldiretti - è un vino dolce da dessert tradizionalmente proveniente dalla zona meridionale della Dalmazia per il quale Zagabria chiede di registrare una "menzione tradizionale" dopo che il tentativo di proteggere la denominazione Prosek era già fallito nel 2013”.

“È necessario preparare subito l’opposizione da presentare non appena avvenuta la pubblicazione per fermare una decisione scandalosa che colpisce il vino italiano più venduto nel mondo” afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel precisare che “la decisione della Commissione Europea cade a pochi giorni dalla storica sentenza della Corte di Giustizia Ue che si è pronunciata chiaramente contro l’utilizzo di termini storpiati o grafiche per richiamare tipicità protette dalle norme Ue”. Per questo è importante – conclude Prandini - l’impegno del Ministro delle Politiche Agricole Stefano Patuanelli, del Governatore Luca Zaia e degli europarlamentari italiani ad intervenire per far respingere la domanda, anche appellandosi ai principi di tutela espressi dalla Corte di Giustizia in casi analoghi". 

Il Prosecco ha avutgo un incremento delle vendite oltre confine vertiginoso negli ultimi anni che ne consolidano la leadership a livello mondiale in termini di volumi esportati davanti a Champagne e Cava. Gli Stati Uniti sono diventati il primo acquirente di bottiglie di Prosecco con un aumento del 48% ma l’incremento maggiore delle vendite – sottolinea la Coldiretti – si è verificato in Russia dove gli acquisti sono più che raddoppiati (+115%) mentre in Germania guadagna il 37%, seguita dalla Francia (+32%), il paese dello Champagne in cui le bollicine italiane mettono a segno una significativa vittoria fuori casa, nei primi sei mesi del 2021. La produzione di Prosecco abbraccia due regioni (Veneto e Friuli Venezia Giulia), nove province e tre denominazioni d’origine (Prosecco Doc, Prosecco di Conegliano Valdobbiadene Docg e Asolo Prosecco Docg) per una produzione complessiva che ha superato – conclude la Coldiretti – 600 milioni di bottiglie dopo aver incassato nel 2019 il riconoscimento Unesco per le Colline del Prosecco.

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