Pfas, processo Miteni: Arpav si costituisce parte civile

La richiesta dell’ente è stata formalizzata all’udienza tenutasi lunedì in tribunale. L'agenzia avrebbe speso 8 milioni di strumenti e analisi

Una foto d'archivio dell'ingresso della Miteni

L’Agenzia regionale per la prevenzione e protezione ambientale del Veneto si è costituita parte civile nel processo Miteni. La richiesta dell’ente è stata formalizzata dall’avv. Fabio Calderone, del foro di Padova, all’udienza tenutasi lunedì davanti il giudice presso il  Tribunale di Vicenza, dott. Roberto Venditti, nel procedimento penale nei confronti dei vertici dell’azienda. Questi ultimi sono imputati per aver concorso all’avvelenamento della falda acquifera destinata al consumo umano nel sottosuolo dell’azienda e delle acque superficiali e potabili, nonché di aver provocato il relativo disastro ambientale.

«Arpav, che nel 2013 identificò nel sito dell’azienda la principale causa dell’inquinamento nella produzione di sostanze perfluoroalchiliche, ha svolto e sta svolgendo numerosissime e complesse attività tecnico-scientifiche. Dai monitoraggi dei suoli e dei corpi idrici superficiali, sotterranei e delle acque marino costiere alle analisi dei fanghi di depurazione, allo studio della presenza delle sostanze nell’aria e al controllo delle fonti di pressione», sottolinea l'agenzia specificando di avere «eseguito costantemente sopralluoghi, ispezioni e campionamenti nell’esteso territorio interessato dalla contaminazione ed ha effettuato, per le aziende sanitarie, le analisi degli alimenti, delle acque potabili e del siero umano per lo screening della popolazione esposta».

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La costituzione in parte civile è stata fatta, spiefa l'Arpav, perché per queste attività l'ente ha acquistato strumentazione scientifica «di altissima tecnologia e di sistemi analitici ad alte prestazioni con l’impiego di numerosi tecnici, per una spesa totale ad oggi di oltre otto milioni di euro, della quale viene chiesto il ristoro, oltre al danno all’immagine. Inoltre Arpav è fra i creditori dell’azienda, fallita nel 2018».

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