Martedì, 22 Giugno 2021
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Inizio primavera difficile: anomalie termiche e gelate, ecco cosa sta accadendo

Il Centro meteo Arpav traccia un bilancio di questi primi mesi dell'anno

A sinistra la fioritura di un ciliegio ad inizio aprile; in centro e a destra i danni delle gelate ai fiori di ciliegio e actinidia

Nonostante le piogge di questi ultimi giorni, l’inizio di primavera in Veneto sta risentendo di un prolungato periodo siccitoso e di un susseguirsi di anomalie termiche positive, talvolta da record e diffuse gelate tardive che hanno danneggiato numerose colture conimportanti effetti sulle loro produzioni. Le fioriture precoci di pruni, albicocchi e peschi, favoritedalle temperature molto superiori alla mediaregistrate durante la secondadecade di febbraio, hanno subito danni durante le frequenti gelate avvenute a cavallo del 20 marzo.

In seguito, già alla fine del mese di marzo, la rapida ascesa delle temperature ha consentito a molte frutticoledi riprendere la loro attività vegetativae di conseguenza colture di ciliegi, actinidie (kiwi) ma anche gelsi, fichi,viti, melograni ed altre frutticole hanno subito un forte shock termico dalle intense gelate del 7 e dell’8 aprile, con importanti effetti sulle produzioni.

Nuovi record di temperature massime e minime

Fine febbraio. Nell’ultima decade del mese di febbraio una intensa fase calda ha interessato tutta la Regione. Il precedente record di caldo era stato diffusamente raggiunto 2 anni fa, nel 2019. Ben 62 delle 109 stazioni in funzione dall’inizio degli anni ’90 hanno registrato un nuovo record per le temperature massime che in pianura sono arrivate diffusamente oltre i 22° con punte tra i 24° e 25°. Anche le temperature medie e minime hanno fatto registrare rispettivamente 54 e 24 nuovi record di caldo.

Metà marzo.Tra la fine della seconda e l’inizio della terza decade di marzo un lungo periodo freddo ha comportato frequenti gelate, più intense a fine periodo, che hanno fatto registrare qualche nuovo record su 32 stazioni distribuite su tutto il territorio ad eccezione di pianura e costa meridionali. Più in generale le temperature minime registrate in questo periodo sono molto inferiori alla mediama non tali da superare i recorddel 2018 per la costa, del 1998 e del 1987 per alcune stazioni montane già attive in quell’anno. Il 22 marzo, sul finire del periodo freddo, complici le inversioni termiche, in pianura le temperature minime hanno spesso superato i -3° e in alcuni casi anche i -4°.

Fine marzo. Alla fine della terza decade di marzo, la stessa che all’inizio aveva registrato gelate diffuse, si è assistito ad un repentino rialzo delle temperatureed al superamento di numerosi record di caldo specie sulla zona alpinae prealpina ma anche sulla pianura e sulla costa ad eccezione della fascia più meridionale. Le temperature massime in pianura hanno superato i 24° e raggiunto in alcuni casi i 27°. Il precedente record, che diffusamente risaliva al 2012, è stato superato da 52 stazioni sulle 109 considerate per le temperature massime, mentre le temperature medie e minime hanno fatto registrare rispettivamente 41 e 20 nuovi record di caldo.Inizio aprile.

Ad inizio aprile, a meno di una settimana dalla fase molto caldadi fine marzo, una nuova irruzione fredda portadiffuse gelatenelle giornate del 7 e dell’8 aprile. Le temperature minime registrate in pianura scendono tra i -2° e i -3° con punte oltre i -4° e sono 25, tutte in pianura o sulla costa, le stazioni che registrano un nuovo record delle temperature minime. I precedenti record di freddo risalgono, per lo stesso periodo di aprile, al 1994 limitatamente all’ovest veronese e al 2003 per tutto il resto del Veneto, ma con la sostanziale differenza che nel 2003 le gelate di aprile non erano state precedute da ondate di calore e quest’anno, oltre alla rilevanza delle diverse fasi, è da notare la ravvicinata alternanza di periodi molto caldi e molto freddie proprio questa alternanza è responsabile di diffusi danni ad alcunecolture

Uno sguardo alle previsioni per i prossimi giorni. Dopo il passaggio della perturbazione di stampo autunnale che da domenica 11 sta interessando la regione con precipitazioni estese e persistenti e quantitativi anche abbondanti, da mercoledì 14 il tempo tenderà a ritornare più stabile e soleggiato ma ancora condizionato da masse d’aria piuttosto fredde che manterranno per gran parte della settimana temperature ben sotto la norma del periodo. In pianura non sono previste intense gelateparagonabili a quelle registrate il 7 e 8 aprile ma le temperature minime tra mercoledì e venerdì potranno raggiungere valori molto prossimi allo zero o di poco superiori su gran parte della pianura e diffusamente sottozero sulle zone montane.

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