Attualità Bassano del Grappa

Rivolta di piazza contro l'Ulss 7: «no alla censura»

In trecento si danno appuntamento sotto l'ospedale della città del ponte per protestare contro il procedimento disciplinare aperto nei confronti di un infermiere che ha criticato i vaccini anti-covid: bordate anche all'indirizzo della giunta regionale veneta e delle Corporation farmaceutiche

Un operatore sanitario dell'Ulss 7 in una intervista pone dei dubbi sull'operato dei vaccini anti-Covid-19, la dirigenza apre un procedimento disciplinare ma il sindacato si schiera e mobilita una folla di sostenitori. È accaduto ieri 21 maggio davanti all'ospedale di Bassano del Grappa durante un sit-in organizzato dalla Cub durante il quale sono piovute critiche anche sulla Regione Veneto.

Da mesi c'è un settore degli operatori sanitari, nel Veneto come nel resto del Paese, che nutre diverse perplessità sulla utilità dei vaccini per contrastare la diffusione del Sars-Cov-2. Tra questi c'è Lucio Basso, che lavora al presidio di zona dell'Ulss 7 Pedemontana di Thiene. L'infermiere, che è di Pove del Grappa, ha però contestato la censura cucinata dagli uffici capitanati dal direttore generale Carlo Bramezza. E così la direzione dell'azienda sanitaria, che ha sede all'Ospedale San Bassiano nella città del Ponte, ieri è stata metaforicamente presa d'assalto da una folla di trecento persone che ha lanciato strali a non finire: «no alla censura» è stato il leit-motiv del sit-in.

Il presidio davanti al nosocomio, cui hanno preso parte lo stesso Basso, il segretario veneto di Cub Maria Teresa Turetta e lo scrittore Marcello Pamio (che da anni distilla giudizi al vetriolo sulle multinazionali farmuceutiche), è divenuto l'occasione per una serie di contestazioni al modello sanitario pubblico nonché alla politica di quest'ultimo, considerata troppo accondiscendente nei confronti degli interessi privati delle corporation e soprattutto poco incline a combattere una battaglia «sul fronte della prevenzione che alla lunga darebbe molti più frutti rispetto alla linea seguita oggi che invece risulta ancillare «ai diktat di big pharma, una delle lobby più potenti al mondo».

Basso, Turetta e Pamio, ripresi dalle telecamere di Vicenzatoday.it, non hanno lesinato le punture di spillo al sistema, mentre i supporter a margine della manifestazione hanno attaccato ad alzo zero l'azienda sanitaria parlando di procedimento disciplinare «teleguidato dalla giunta regionale per silenziare Basso»‚ la cui intervista rilasciata di recente al Giornale di Vicenza «deve aver dato fastidio in alto loco». Peraltro Turetta ai microfoni di Vicenzatoday.it intervistata ai microfoni di Vicenzatoday.it ha spiegato che il sindacato non ha intenzione di fermarsi e che proseguirà nella sua lotta.

Tuttavia non c'è solo il caso Basso a tenere banco. La Cub contesta senza sconti la gestione dell'emergenza Covid-19 da parte della Regione Veneto tanto che ieri altri due sit-in sono stati organizzati dalla sigla sindacale di base: uno davanti all'ospedale di Vicenza e uno davanti all'ospedale dell'Angelo a Mestre. Cub, chiede che venga rafforzata la medicina di territorio e che le esternalizzazioni ai privati dei servizi pubblici, sanitari in primis, cessi per sempre. «La legge che consente questi appalti oltre a essere mafiogena causa una progressiva degenerazione dei servizi erogati, della qual cosa pagano le conseguenze prima gli utenti e poi i lavoratori».

Ma che cosa pensa di quanto accaduto ieri la giunta regionale del Veneto? E che cosa pensa la direzione dell'Ulss 7? Chi scrive ha interpellato il governatore Luca Zaia e l'assessore alla sanità Manuela Lanzarin (entrambi leghisti) nonché il direttore dell'Ulss 7 Carlo Bramezza. Dai tre però, almeno per il momento, non è giunto alcun commento.

GUARDA LA VIDEO-SINTESI DELLA MANIFESTAZIONE
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