Ponte incompiuto sullo Zerpano, Palazzo Balbi «non ha ruolo in quella vicenda»

Il caso del cantiere «senza fine» di Veronella era deflagrato dopo la denuncia nei confronti dell'appaltatore da parte di una nota ditta della provincia berica: l'assessore regionale De Berti puntualizza che l'iter è in capo al Consorzio alta pianura veneta

il cantiere sul canale Zerpano a Veronella: le lungaggini per il rifacimento sono state denunciate da un subappaltatore dell'Ovest vicentino (foto Marco Milioni)

«Per quanto riguarda le lungaggini per la realizzazione del ponte sul canale Zerpano a Veronella posso dire semplicemente che il nostro ente si è limitato a concedere una parte del finanziamento, ossia circa 200mila euro su 350mila. Diciamo però che quel cantiere ha alle spalle una serie di eventi sfortunati». A prendere posizione in questi termini della vicenda emersa di recente dopo le rivelazioni di Vicenzatoday.it è l'assessore alle infrastrutture della Regione Veneto la leghista Elisa De Berti (la giunta peraltro a breve dovrebbe rinnovarsi dopo il voto per le regionali di domenica scorsa che ha visto la nettissima vittoria del Carroccio). Non più tardi del 18 settembre infatti era stato proprio Vicenzatoday.it a raccontare che alla base del calvario per la mancata realizzazione del ponte sul canale Zerpano a Veronella (piccolo comune della provincia scaligera) ci sarebbe, tra le altre, una frode perpetrata dall'appaltatore privato (la Brunelli Placido Franco srl di Roverè Veronese) a danno di un subappaltatore, la Green walls una società di Gambellara molto conosciuta nell'Ovest vicentino: il tutto con l'aggravante che il committente pubblico dell'opera, il Consorzio alta pianura veneta, non avrebbe attentamente sorvegliato sull'iter. Questo almeno è il tenore di una denuncia che il legale rappresentante della stessa Green walls di Gambellara nel Vicentino ha indirizzato alla magistratura scaligera nel luglio di quest'anno.

La novità aveva suscitato una certa apprensione nel comprensorio perché da mesi la viabilità, a causa del cantiere fermo («senza fine» lo descrivono ironicamente molti abitanti del luogo), era entrata in sofferenza: soprattutto per gli automobilisti che transitano verso Albaredo d'Adige. Apprensione che si è sommata al fatto che i problemi per alcuni versi simili della Brunelli (il cui nome peraltro era finito in un lungo cahiers de doléances tradotto in una interrogazione parlamentare del deputato veronese del M5S Francesca Businarolo in riferimento al cosiddetto affaire Montorio) legati al fatto che l'impresa è entrata in concordato si sono presentati anche a Preganana nel Milanese (ne parla diffusamente Il Giorno on-line del 5 giugno 2020) e nella Bassa udinese (ne parla diffusamente il Messaggero veneto ai primi di marzo del 2020 in un servizio di Francesca Artico).

Ma in questo contesto quale è il punto di vista della della Regione Veneto rispetto al caso di Veronella? «Noi - spiega ancora De Berti stiamo monitorando con attenzione la situazione anche se l'ente regionale ad essere sinceri non è coinvolto nell'iter relativo agli appalti giacché noi siamo solo finanziatori indiretti». La procedura infatti «è in capo all'appaltante» ossia al Consorzio di bonifica Ata pianura veneta che comunque è sottoposto al controllo regionale. Ad ogni buon conto l'assessore puntualizza un altro aspetto. «Stando ai media, della vicenda sarebbe stata informata la procura di Verona. Per quanto riguarda questo aspetto così specifico solo la magistratura chiaramente può dire qualcosa al riguardo. Su un piano più generale ovviamente noi ci auspichiamo che il problema di Veronella venga superato nel più breve tempo possibile in modo da non causare più disagi ai residenti e agli automobilisti che si spostano in quel comprensorio».

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