"È normale essere preso per il collo da un agente?", Bocciodromo in tribunale per Denis

Gli attivisti del Centro sociale hanno voluto esprimere la loro solidarietà al ragazzo bloccato dal poliziotto in piazza Castello: "Fatti così non possono essere banalizzati

"Mercoledì alle ore 9 saremo al tribunale di Vicenza per l’udienza di Denis". Gli attivisti del Bocciodromo esprimono così solidarietà al ragazzo protagonista dell'episodio accaduto in piazza Castello e documentato con un video che è diventato virale sui social.

"Saremo là per porre alla città delle semplici domande e per affermare alcune semplici cose - spiegano in una nota - Non vogliamo entrare nello sterile dibattito del documento o del rifiutarsi di offrire le generalità. Viviamo, fino a prova contraria, in uno stato di diritto e sarà compito della magistratura valutare il merito della questione".

"La prima domanda - sottolineano - però che poniamo è: di fronte al rifiuto di esibire il documento, è normale essere preso per il collo da un agente? Quanto il colore della pelle conta? Sarebbe successo lo stesso se le ragazze e i ragazzi della compagnia fossero stat* bianch*?"

"Da quando il rifiuto di esibire le generalità porta immediatamente all’arresto ed a un processo per direttissima? - continuano - Nei video pubblicati, della famosa resistenza all’arresto, non vi è traccia. In Italia esiste un reale problema di razzismo: basterebbe scorrere i commenti sotto i video ed i post di oggi sui fatti di viale Roma per rendersene conto. Gli Stati Uniti non sono così distanti, non basta mettersi l’adesivo di Black Lives Matter per "contestualizzare" ma bisogna avere il coraggio di prendere parola quando fatti come questi accadono".

"Viviamo in un paese in cui le regole che entrano nel merito del come le forze dell'ordine si devono comportare sono leggi che arrivano dal lontano 1933 (codice Rocco - epoca fascista) - rincarano -  Visto il contesto storico nel quale sono state promulgate, sono leggi che evidentemente non tengono conto dei valori democratici di una repubblica costituzionale, sarebbe ora di cambiarle".

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"Nel nord-Europa oltre al codice identificativo ci sono delle regole precise sul come le Fdo si devono comportare, ò'esempio più lampante lo abbiamo in Germania, dove l'operatore di polizia ha l'obbligo di fotografarsi con il fermato per tutelare l'incolumità del fermato. Se succede qualcosa al fermato la magistratura va a chiedere il conto a l'operatore che ha eseguito il fermo - concludono - Domani saremo davanti al tribunale di Vicenza  perchè fatti come quello di ieri non possono essere ne banalizzati ne semplificati".

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