menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
Il vaccino Moderna, foto Ansa

Il vaccino Moderna, foto Ansa

Coronavirus, riparte il piano vaccini: cosa succede con Pfizer, Moderna e AstraZeneca

Il commissario straordinario Arcuri ha fornito alcuni dati dopo l'incontro con le Regioni: "Ad oggi abbiamo somministrato 1 milione e 800mila dosi''. Il punto sulle consegne e la diatriba con l'azienda statunitense

Dopo le problematiche degli ultimi giorni, è ripartito il piano per la somministrazione del vaccino anti-covid sul territorio italiano. La conferma è arrivata dal commissario straordinario per l'Emergenza Coronavirus, Domenico Arcuri, che ha fornito alcuni dati dopo l'incontro con le Regioni: "Ad oggi abbiamo somministrato 1 milione e 800mila vaccini, oltre 462mila seconde dosi. La vaccinazione è ripresa, stiamo usando le dosi conservate e quelle che stanno arrivando per somministrare le seconde dosi". 

"Arriveremo a fine febbraio a 6.364.808 dosi consegnate – ha proseguito Arcuri - per finire il primo target e iniziare già il secondo in attesa del via libera di Aifa a Astrazeneca". 

Vaccini anti-covid, cosa succede con Pfizer e Moderna

Arcuri ha poi fatto il punto sulla questione Pfizer, spiegando che l'azienda ha ridotto le fiale del 29% nella settimana precedente a questa e ridotto di circa il 20% le fiale consegnate questa settimana. "L'Avvocatura ha inviato la diffida e la richiesta alla Ue di iniziare un contenzioso per conto del governo italiano - ha detto, a quanto si apprende - Pfizer ha risposto alla prima lettera dicendo di essere inadempiente e che avrebbe recuperato nelle settimane successive, comunque entro la fine di marzo", ha aggiunto.

Infine, per quanto riguarda le consegne, gli occhi sono puntati sui vaccini Moderna. la cui consegna è in arrivo alle regioni il 1 febbraio: "Hanno comunicato che riduce, in maniera omogenea tra le regioni, del 20% le dosi della consegna dell'8/2 (da 163.200 a 132.200) e del 22/2", ma "dicono che nel mese di marzo recuperano le minori consegne".

Vaccino anti-covid, Aifa approva quello AstraZeneca

Infine, per quanto riguarda AstraZeneca, l'Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) oggi ha approvato il vaccino anti-Covid con la raccomandazione per l'utilizzo preferenziale dai 18 ai 55 anni. E' quanto si apprende dall'Aifa. In particolare - dettaglia l'Agenzia - i dati degli studi registrativi del vaccino AstraZeneca mostrano un livello di incertezza nella stima di efficacia nei soggetti sopra i 55 anni, in quanto tale popolazione (nella quale tuttavia si è osservata una buona risposta anticorpale) era scarsamente rappresentata.

Dunque, nel tentativo di contestualizzare le migliori condizioni di utilizzo di questo vaccino rispetto agli altri vaccini disponibili (BioNTech/Pfizer e Moderna) e sottolineando che una valutazione conclusiva potrà avvenire solo al termine degli studi clinici in corso, la Cts ha suggerito: un utilizzo preferenziale dei vaccini a Rna messaggero nei soggetti più anziani e/o più fragili. E un utilizzo preferenziale del vaccino AstraZeneca, in attesa di acquisire ulteriori dati, in soggetti tra i 18 e i 55 anni, per i quali sono disponibili evidenze maggiormente solide. La Commissione - conclude la nota - si è riservata infine di fornire indicazioni puntuali su aspetti più specifici, quali l'intervallo tra la somministrazione delle due dosi, a seguito di ulteriori approfondimenti.

Boccia: ''A febbraio 4 milioni di vaccini''

"I dati elaborati ieri dalla cabina di regia dimostrano che le misure restrittive di natale hanno funzionato: aver riportato RT a 0.84 è il segno del duro lavoro comune fatto con il sacrificio di tutti gli italiani. Non è stato semplice ma il paese oggi ha reti sanitarie in sicurezza, mentre tutta Europa è in grande difficoltà e alcuni paesi sono tuttora in lockdown nazionali": sono le parole del ministro degli Affari regionali Francesco Boccia in merito al piano vaccini.

"Ovviamente - ha aggiunto Boccia - non possiamo abbassare la guardia fino all'entrata a regime dei vaccini. Continuiamo a mantenere alta la pressione sulle aziende farmaceutiche per il rispetto delle forniture. A febbraio gli ulteriori 4 milioni di vaccini in arrivo che si sommano ai due già arrivati devono essere garantiti, e soprattutto noi dobbiamo somministrarli in tempi rapidissimi".

Fonte: Today.it

Argomenti
Condividi
In Evidenza
social

Ci sarà una super luna rosa ad aprile

social

I sei sindaci che hanno reso grande Vicenza

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

VicenzaToday è in caricamento