Parco della Pace, ritrovamento continuo di ordigni bellici: «Una spiacevole sorpresa che non avrebbe dovuto verificarsi»

L'amministrazione incontrerà giovedì i militari del Genio di Padova. Rucco: «Qualcuno sarà chiamato ad assumersi le proprie responsabilità in merito alla bonifica bellica conclusa nel 2017»

I lavori del cantiere per la realizzazione del Parco della Pace a Vicenza continuano e la tabella di marcia è rispettata nei tempi ma preoccupa il costante ritrovamento di ordigni residuati bellici della seconda guerra mondiale. Dopo i primi rinvenimenti l'amministrazione aveva deciso di destinare 400 mila euro, individuati dal capitolo di spesa per il parco, per attività di verifica tramite georadar nell'area di circa 80 mila metri quadrati oggetto di escavazione e lavori, dove sono stati fatti gli ultimi ritrovamenti.

Nello specifico, nelle ultime settimane sono state rinvenute 78 bombe di cui 25 sono già state fatte brillare dagli artificieri dell'esercito, quasi tutte con involucro di metallo e riempite di cemento, tranne 6 a frammentazione. Quelle ancora da brillare si trovano ora in aree già perimetrate il cui controllo è affidato alle forze dell'ordine. Lo scorso 25 agosto l'amministrazione comunale, dopo il rinvenimento di alcuni ordigni, aveva invitato nella sede municipale la ditta G.A.P. Service S.r.l. per un incontro informale sull'opera di bonifica bellica effettuata su un'area di 650.673 metri quadri. Lavoro iniziato nel 2013 e collaudato nel 2017, per il quale la passata amministrazione comunale aveva speso circa 2,6 milioni di euro.

Il sindaco Francesco Rucco ha convocato per giovedì un incontro con alcuni rappresentanti del 5° reparto Infrastrutture Genio Militare dell'Esercito Italiano, Ufficio BCM (Bonifica Campi Minati) di Padova per cercare di avere un quadro completo della situazione e per mettere in luce alcuni aspetti sui rinvenimenti, stanti la documetazione agli atti del Comune e le varie dichiarazioni di garanzia.

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«E' chiaro che questa situazione – dichiara il sindaco Francesco Rucco – ha determinato un aumento dei costi per cui qualcuno sarà chiamato ad assumersi la responsabilità di quanto accaduto. La bonifica si concluse nel 2017 e per noi questi eventi rappresentano una spiacevole sorpresa che non avrebbe dovuto verificarsi».

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