Nuovo Dpcm, allo studio divieto d'asporto dopo le 18: per il Veneto più facile l'entrata in zona rossa

Dal 16 gennaio in vigore un nuovo decreto con regole diverse per ciascuna area di rischio

Giuseppe Conte (Foto Facebook)

Dopo il vertice di governo trapelano le nuove indiscrezioni circa i provvedimenti che il prossimo Dpcm dovrebbe contenere. Venerdì è in scadenza quello del 3 dicembre scorso ed il governo è intenzionato ad applicarne uno nuovo per un periodo che orientativamente sarà di un altro mese. Il prossimo Dpcm entrerà dunque in vigore dal 16 gennaio e conterrà innovazioni per tutte e tre le aree di rischio (la gialla, arancione e rossa), ma ad essere ridefiniti saranno ancora una volta molto probabilmente i criteri attraverso i quali ciascuna zona di rischio epidemiologico, con le connesse restrizioni, verrà assegnata alle singole Regioni.

L'incidenza di positività: 250 casi per 100 mila abitanti è zona rossa

In riferimento a quest'ultimo tema, parrebbe molto probabile l'introduzione di un nuovo criterio che renderebbe automatica la zona rossa per una Regione. Si tratta del parametro dell'incidenza di positività sopra i 250 casi per 100 mila abitanti. Non più, dunque, soltanto il valore Rt sarebbe dirimente, ma anche il fattore dell'incidenza di casi positivi al virus ogni 100 mila abitanti diverrebbe fondamentale. Già nell'ultima valutazione della cabina di regia nazionale, tale fattore è risultato fondamentale affinché in Veneto scattasse la zona arancione e ciò lascia pensare oggi che, con il prossimo monitoraggio ed i parametri molto alti in Veneto circa proprio l'incidenza di positività (sia a 14 che a 7 giorni), la nostra Regione rischi seriamente la zona rossa.

Le ipotesi del governo nel nuovo Dpcm

Per quanto riguarda la zona gialla, il prossimo Dpcm dovrebbe quasi certamente confermarne il "rafforzamento" con l'introduzione del divieto di spostamento tra Regioni diverse sull'intero territorio nazionale, salvo i soliti motivi eccettuativi. Si parla poi dell'introduzione anche per la zona gialla di una limitazione degli spostamenti per le visite a case in al massimo due persone, ma parrebbe trattarsi solo in forma di «forte raccomandazione» a livello di zona gialla. 

Al momento sembrerebbe esclusa l'ipotesi precedentemente ventilata di istituire in tutta Italia la zona arancione nel weekend, durante il quale al contrario le Regioni dovrebbero poter continuare ad avere ciascuna il proprio colore di riferimento. È invece assai probabile un ulteriore inasprimento della normativa in materia di bar e ristoranti: ciò di cui si discute è infatti l'idea di limitare la vendita d'asporto alla fascia oraria 5-18 e non più fino alle 22. Il motivo? Verosimilmente il poco rispetto del divieto di consumazione nelle vicinanze dei prodotti acquistati d'asporto che già oggi sarebbe in vigore. Non di rado infatti chi compra bevande o alimenti d'asporto li consuma anche attorno ai locali creando i "famigerati" assembramenti e, per impedirlo, il governo starebbe pensando a tale ulteriore limitazione. Da capire se questa restrizione si applicherà indistintamente a tutte le fasce di rischio o solo a partire dalla zona arancione e poi a quella rossa. Resterebbe invece senza limitazioni la consegna a domicilio.

Il coprifuoco non dovrebbe subire modifiche e restare quindi nella fascia oraria tra le 22 e le 5 del giorno dopo, durante la quale ci si può spostare solo per lavoro, necessità o salute. Nella zona arancione dovrebbe essere confermata la cosiddetta deroga dei "30 km" per gli spostamenti in riferimento ai piccoli Comuni con meno di 5 mila abitanti. Da capire se, come già oggi avviene per effetto del decreto-legge "ponte", tale deroga troverà applicazione anche per la zona rossa.

Vi è infine la possibilità che il prossimo Dpcm introduca un nuovo "colore" per le Regioni e la connessa normativa, vale a dire la cosiddetta zona bianca: di fatto in quest'area di rischio potrebbero riaprire palestre, cinema, teatri, piscine, anche i bar e ristoranti non avrebbero limitazioni e persino il coprifuoco non dovrebbe più sussistere. Per entrare in zona bianca, tuttavia, dovrebbe essere stabilito che una Regione abbia un indice Rt inferiore a 0,50 e, soprattutto, un'incidenza di positività settimanale sotto i 50 casi per 100 mila abitanti. Il Veneto nell'ultimo monitoraggio aveva un'incidenza settimanale pari a 454, 31 casi per 100 mila abitanti, il che significherebbe zona rossa, ma non è ovviamente l'unica Regione a vedere la zona bianca come un lontano miraggio.

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