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Cava San Rocco: «Troppe incognite dietro quel progetto»

Nella cittadina del comprensorio berico cinquanta tra residenti e attivisti partecipano ad una marcia nei boschi lungo le colline arcugnanesi vicine al sito oggetto delle attenzioni di una ditta di movimento terra: dubbi e perplessità non mancano

Un momento della marcia contro il porgetto ex cava San Rocco a Arcugnano (foto Marco Milioni)

Una marcia «per sensibilizzare la cittadinanza sulle troppe incognite» che si celano dietro al progetto per il riempimento e lottizzazione della ex cava San Rocco di Arcugnano. L'iniziativa, cui ha preso parte una cinquantina di persone, è andata in scena ieri 23 maggio nel piccolo comune della cintura berica. E durante la manifestazione il messaggio per la giunta municipale è stato forte e chiaro: «ambiente e paesaggio rischiano di essere feriti».

L'iniziativa di ieri, durata un paio d'ore e iniziata attorno alle nove e mezzo del mattino, è stata lanciata dalla lista civica «Idee in Comune per Arcugnano» cui hanno aderito molti residenti, svariati comitati e gruppi locali. Non sono mancati coloro che sono giunti dal comune di Vicenza ma pure dal comprensorio bassanese. I partecipanti, coordinati dal formatore Nicola Muraro, che con un approccio in qualche modo maieutico, ha invitato i partecipanti a ragionare in termini ampi ed aperti sul problema. Il quale comunque ha lasciato molti dubbi tra gli stessi partecipanti.

«È vero che in linea di massima si parla di riempimento di un sito con altro terreno. Ma c'è terreno e terreno» fa sapere Patrzia Carli del gruppo Salvaguardia colli berici la quale ieri ha anche diramato una breve nota. Non sono andati per il sottile nemmeno il consigliere comunale Simone Cuomo (della civica «Idee in Comune per Arcugnano»), il residente della zona di via Vescovana Toni Dal Lago nonché Irene Matteazzi (componente del coordinamento della stesa civica di Cuomo), i quali ai microfoni di Vicenzatoday.it hanno lanciato un messaggio forte e chiaro all'esecutivo municipale parlando di una serie di incognite sul piano paesaggistico, sul piano ambientale, sul piano della viabilità e su quello della fruibilità delle strade del comprensorio da parte dei ciclisti, la cui attività escursionistica, un patrimonio per le ricettività locale, potrebbe re correre un rischio a causa dell'andirivieni dei camion.

Gli organizzatori a questo punto spiegano che sono pronti ad altre iniziative del genere. Più nel dettaglio, fa sapere Cuomo, il progetto al momento è in ghiacciaia, «anche per la vibrante reazione messa in campo dai residenti». Questo però non significa che i privati (una ditta locale del ramo movimento terra e escavazioni) che hanno presentato il progetto, sul quale si sono accesi i fari degli attivisti peraltro, sia stato messo in soffitta. «Anzi noi rimaniamo vigili - spiega Cuomo - proprio per monitorare ogni passo dell'amministrazione e degli stessi privati».

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