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"Ideologia gender", contesta la mozione: comunità Lgbt + scrive al sindaco

Le associazioni arcobaleno si dissociano dalle affermazioni emerse in Consiglio comunale e chiedono un incontro con l'Amministrazione bassanese

"Gentile sindaca Pavan, le scriviamo per quanto accaduto lo scorso venerdì 12 marzo durante il Consiglio Comunale di Bassano  del Grappa". Inizia così la lettera che le associazioni arcobaleno hanno fatto recapitare alla prima cittadina bassanese.

"Abbiamo seguito attentamente l’incontro pubblico volto all’approvazione della mozione di dissenso alla legge che criminalizza gli atti di violenza “ fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento  sessuale, o sulla disabilità  (c.d. ddl Zan) - spiegano - Durante il Consiglio si è parlato di “ ideologia gender ” o di “ minaccia alla famiglia naturale ”. Nello  specifico il Consigliere Pietrosanta ha parlato di “rischio di erigere una barriera e bollare come omofobe le parole di un difensore della famiglia nucleare. Questa interpretazione è basata su una lettura del disegno di legge superficiale e inaccurata".

"Basterebbe leggere attentamente il contenuto per capire che il centro di questa proposta di legge è la tutela dei diritti delle persone tutte e non la limitazione della libertà di espressione - spiegano - Con questa legge ognuno avrà il diritto di mantenere le proprie opinioni,  quella che verrà meno è la libertà di discriminazione".

"È stato inoltre dichiarato che “La famiglia naturale, composta da un uomo, una donna ed eventuale  prole è la sola formazione sociale che può garantire la continuità serena della nostra nazione e della  nostra società" - continuano - Approfittiamo di questa affermazione per ribadire che la comunità Lgbt + è parte  integrante di questa “nostra nazione” e di questa “ nostra società ". Anche il nostro territorio è composto  da persone LGBT+ che meritano di essere tutelate al pari di chiunque altro. Anche la loro, la nostra, “  continuità serena ” deve essere garantita". 

"A tal proposito vogliamo ricordare che il ddl Zan - precisano - va oltre la tutela della singola comunità LGBT+, ma  riguarda anche gli atti di violenza e discriminazione che le donne e le persone con disabilità della “  nostra nazione ” subiscono quotidianamente in casa, nei luoghi pubblici e di lavoro. Atti di violenza di  questo tipo fanno parte della quotidianità della nostra cronaca. È di pochi giorni fa, per esempio,  l’attacco di matrice omofoba rivolto ad un giovane ragazzo vicentino".  

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