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Ciao Dino, i Vicentini di Sidney perdono uno dei loro fari: "lascia un vuoto enorme"

Nativo di Caldogno negli anni '60 emigrò in Australia. Una volta oltreoceano contribuì a fondare il circolo il Circolo Vicentini di Sydney con l’indimenticabile amico Joe Rosa

Dino Pesavento

La notizia è arrivata improvvisa, come un fulmine a ciel sereno: è morto Dino Pesavento, presidente del circolo Vicentini di Sydney che contribuì a fondare negli anni Ottanta con l’indimenticabile amico Joe Rosa.

"Era partito nell’agosto del 1961, pieno di speranze, con la coscienza che stava andando in un Paese sconosciuto e tanto, tanto lontano - racconta l'associazione Vicentini nel mondo presieduta da Ferruccio Zecchin - Ha fatto fortuna come imprenditore, con il sostegno di Heather, conosciuta due soli giorni dopo l’arrivo".

"Come succede sempre quando la nostalgia rode il cuore - ricordano - ha legato con i tanti vicentini che hanno scelto la terra dei canguri per realizzare i loro sogni, arrivando a costruire una Cappellina nella periferia di Sydney, all’interno del Villaggio Scalabrini ad Austral, dedicata alla Madonna di Monte Berico. Non mancava di tornare a Caldogno, suo paese natio, per respirare l’aria di casa e incontrare gli amici dell’infanzia e della giovinezza".

Immancabile l’incontro con Beppe e Ferruccio che, dopo la morte di Joe (Rosa) lo avevano assurto a punto di riferimento. "Era un grande lavoratore nel Circolo - sottolineano - restio ad apparire come sanno fare i grandi uomini. Innamorato della famiglia che ha costituito l’humus che ha fatto fruttificare il suo ingegno e le innate capacità. Si metteva a disposizione quando riceveva la visita degli amici che arrivavano da Vicenza, scorrazzandoli per la stupenda città. È successo anche all’amico Valter Casarotto arrivato a Sydney per far visita al figlio, e subito sequestrato da Dino che era orgoglioso di mostrare le bellezze di quell’angolo di Australia e i lavori fatti dai tanti italiani che hanno contribuito in modo determinante a costruirlo".

Lascia un grande vuoto nella sua famiglia ma anche tra i vicentini che avevano imparato ad amarlo. "Per noi sarà sempre nel cuore perché molto ha donato, senza calcoli e interessi - concludono - Era la sua filosofia di vita. È molto più bello donare che ricevere".

Si è spento nei giorni scorsi in Australia, a Liverpool nel New South Wales, Dino Pesavento, presidente e anima dell'associazione vicentini nel mondo di Sydney, fondata con l'amico Joe Rosa. «Ciao Dino» è il messaggio di cordoglio del circolo australiano, cui gli fa eco quello del presidente dell'associazione Vicentini nel mondo, Ferruccio Zecchin: «la notizia è arrivata improvvisa, un fulmine a ciel sereno».Dino, classe 1944, era emigrato da Caldogno nell'agosto del 1961, alla ricerca della fortuna, che trovò. Dopo le fatiche e i sacrifici riuscì infatti a crearsi un impero. Due giorni dopo il suo arrivo nell'isola conobbe anche l'amore della sua vita, Heather, madre dei suoi due figli, Adrian e Fiona, che lo hanno reso nonno. Legatissimo alla sua terra natia, ogni volta che poteva tornava a trovare gli amici. Era talmente attaccato alle sue radici che riuscì con caparbietà a costruire una cappellina nella periferia di Sydney, all'interno del villaggio Scalabrini di Austral, dedicata alla Madonna di Monte Berico. In un'intervista raccontò così quell'avventura: «Quando cominciammo eravamo uniti dalle nostre origini e dalla fede nella Madonna di Monte Berico oltre che dalla comune avventura della migrazione. L'associazione contava tantissimi iscritti e un flusso continuo di persone che voleva aderirvi. Ai tempi d'oro, siamo arrivati a contare anche trecento iscritti». L'8 settembre, l'adorazione della Madonna è sempre stato l'evento più importante: «Celebravamo la messa in onore della nostra protettrice e poi si andava tutti insieme a festeggiare. Giornata all'aperto, grigliata... c'erano tante famiglie con i bambini, bei tempi». Agli amici che arrivavano dal Vicentino era orgoglioso di mostrare le bellezze di quell'angolo di Australia e i lavori fatti dai tanti italiani che hanno contribuito a costruirlo. Resta la sua filosofia di vita, «è molto più bello donare che ricevere». . © RIPRODUZIONE R

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