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Morti sul lavoro, 82 decessi da inizio anno: Vicenza e provincia tra le più colpite

Il Veneto è al quarto posto in Italia per numero di vittime. Il 20% delle vittime è straniero (2% in più rispetto alla media del paese). Maglia nera al capoluogo berico per gli infortuni mortali (14)

"Ancora tragicamente ai vertici della graduatoria nazionale per numero di vittime sul lavoro. Da gennaio ad ottobre i lavoratori che hanno perso la vita in Veneto sono 82, un dato che porta la regione ad essere una delle più coinvolte dal dramma delle morti bianche dopo Lombardia (137), Emilia Romagna (89) e Lazio (83)”. È questa la prima istantanea commentata dall’ingegnere Mauro Rossato, presidente dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro Vega Engineering di Mestre, elaborata dal suo team di esperti sulla base di dati Inail.

“In un decennio quasi nulla sembra essere davvero cambiato – prosegue Rossato – i risultati sono sempre allarmanti per la nostra regione, anche innanzi ad un decremento della mortalità come quello che abbiamo rilevato in questa ultima indagine (lo scorso anno erano 100 le vittime). Perché i numeri continuano ancora e inesorabilmente a testimoniare decine e decine di infortuni mortali che, se venisse rispettata la disciplina in materia di sicurezza sul lavoro, non si sarebbero mai dovuti verificare”.

A Verona il maggior numero di infortuni mortali totali (24), seguita da Vicenza (17), Padova (13), Venezia e Treviso (10), Rovigo e Belluno (4). Osservando, invece, la situazione degli infortuni mortali verificatisi in occasione di lavoro, a contare più vittime è Vicenza (14). Ed è seguita da: Verona (13), Padova (7), Treviso (6), Rovigo e Venezia (3) e Belluno (2).

Quasi la metà dei lavoratori deceduti aveva un’età compresa tra i 45 e i 54 anni (31 su 82). Gli stranieri deceduti sul lavoro nei primi dieci mesi del 2019 sono 17 (il 20% del totale e sempre il 2% in più rispetto alla media del Paese). I settori maggiormente colpiti dal dramma sono: attività manifatturiere, costruzioni e trasporto e magazzinaggio.

Se si guarda a livello nazionale invece, sono 896 i lavoratori che hanno perso la vita, numeri in diminuzione rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (- 5,2%).

“La maggior sicurezza percepibile dalla diminuzione della mortalità complessiva sul lavoro, dunque, è solo un risultato apparente - sottolinea ancora Rossato - in realtà, il decremento degli infortuni in itinere non trasmette un dato corretto in merito al livello di sicurezza nei luoghi di lavoro nel nostro Paese”. A confermarlo, del resto, ci sono i numeri dei primi dieci mesi dell’anno: sono infatti 654 le vittime rilevate in occasione di lavoro e 242 i lavoratori che hanno perso la vita in itinere.

In Lombardia la situazione peggiore con 137 decessi complessivi. Seguono: Emilia Romagna (88), Lazio (83), Veneto (82), Piemonte (79), Campania (70), Sicilia (67), Toscana (61), Puglia (52), Trentino Alto Adige e Marche (26), Abruzzo (24), Calabria (23), Liguria (16), Umbria (15), Basilicata (14), Sardegna e Friuli Venezia Giulia (13), Molise (7).

Le donne che hanno perso la vita nel 2019 sono 76. Gli stranieri deceduti da gennaio ad ottobre 2019 sono 163. Il maggior numero di infortuni mortali verificatisi esclusivamente in occasione di lavoro in Italia viene registrato in Lombardia (102), Lazio (64), Piemonte (61), Emilia Romagna (60), Campania (54), Veneto (48) e Sicilia (46). Seguono: Toscana (41), Puglia (37), Trentino Alto Adige (22), Abruzzo (19), Marche (18), Calabria (17), Basilicata (14), Liguria e Sardegna (12), Friuli Venezia Giulia (11), Umbria (10) e Molise (6).

La provincia in cui si conta il maggior numero di infortuni mortali in occasione di lavoro è Roma (43 decessi). Ed è seguita da: Brescia (25), Napoli e Milano (22), Torino (21), Foggia (17), Bologna (15), Cuneo, Firenze e Vicenza (14), Palermo e Verona (13).

A mietere più vittime in occasione di lavoro sono: il settore delle Attività Manifatturiere (97) e quello delle Costruzioni (con 93 decessi). Seguono: Trasporto e Magazzinaggio (70), mentre nel Commercio, riparazione di autoveicoli e motocicli i morti sono 37. La fascia d’età più colpita dagli infortuni mortali sul lavoro totali è tra i 50 e i 59 anni (309 su 896 vittime).

Il rischio di mortalità più elevato rispetto alla popolazione lavorativa, invece, viene registrato in Basilicata con un indice di 74,3, vale a dire quasi tre volte l’indice medio nazionale (28,4).

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