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Chiuso il sito della morte, istigava al suicidio: al forum era iscritto anche Matteo Cecconi

Sulla community, dove erano iscritti 17mila persone, venivano fornire indicazioni su come trovare la morte

C'è un inquietante "fil rouge" che unisce le morti di tre giovanissimi. Uno di loro, un ragazzo di Bassano del Grappa, Matteo Cecconi, alla fine di aprile si è tolto la vita ingerendo del veleno durante una pausa della didattica a distanza.  

Alessandro Cecconi, il padre di Matteo, in  un'intervista ai giornali locali, ha spiegato che il figlio, la mattina in cui ha deciso di ingerire il veleno «era collegato in chat con una decina di altri ragazzi che «l'hanno sostenuto nella sua scelta». L'iscrizione al forum sarebbe avvenuto il 13 aprile, due settimane prima del suicido. Il sito in questione si chiama "Sanctioned suicide" e nei giorni scorsi è finito nel mirino della Procura romana, durante l'indagine sulla morte di due ragazzi laziali. Entrambi si sono tolti la vita nello stesso modo di Matteo, acquistando su internet una sostanza letale. 

Secondo gli inquirenti la community istigava al suicidio. Ad interrompere la piattaforma della morte la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma che ha disposto l'oscuramento del sito internet che ospitava una community con oltre 17000 inscritti in tutto il mondo, tra cui anche ragazzi italiani, tutti legati dal comune interesse di trovare supporto concreto e morale nel portare a compimento propositi suicidari. 

Come spiega Romatoday, le indagini, affidate alla Sezione di Polizia Giudiziaria - Aliquota Polizia di Stato ed al Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni Lazio, sono state avviate a seguito dei decessi di due ragazzi di 19 anni verificatisi a febbraio e dicembre dell'anno scorso, all'interno di due hotel della Capitale, dopo aver ingerito un preparato a base di nitrito di sodio. Dal sito, ora oscurato, 'Sanctioned suicide', gli iscritti ricevevano le 'istruzioni', tramite chat in inglese, per suicidarsi tramite l'assunzione di un preparato a base di salnitro, sostanza in commercio utilizzata per la conservazione degli alimenti, e anche le indicazioni sui farmaci da assumere. Dall'analisi delle chat, secondo quanto emerso dalle indagini della Polizia Postale coordinate dal pm della procura di Roma Giulia Guccione, nella comunità si fornivano diversi 'consigli' come l'assunzione di un cioccolatino, di un farmaco entiemetico e anche il luogo dove portare a termine il gesto, come nei casi accertati, in hotel. Dalle indagini in corso è emerso il peculiare dato che  entrambi i giovani morti suicidi a Roma, che allo stato non risultano essersi conosciuti, erano inscritti ad un sito internet  frequentato anche da una persona in grado di offrire una letale consulenza sul supporto farmacologico e la dieta da intraprendere qualche giorno prima dell'atto finale, per non rimettere la sostanza tossica ingerita e consentire alla stessa di sviluppare tutto il suo effetto venefico, accompagnando via chat le vittime sino agli istanti immediatamente precedenti la morte, assicurando alle vittime il sicuro "successo" ottenuto da altri ragazzi che avevano trovato la morte nello stesso  modo. Sulla scorta di quanto sino ad ora emerso, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma ha quindi emesso il provvedimento che, almeno nel territorio italiano, inibisce a chiunque l'accesso al sito. Proseguono le indagini, anche di natura tecnica, al fine di risalire all'identità di tutti coloro che a vario titolo, sono coinvolti nella mortale attività.

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