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Coronavirus, da Vicenza le corde di chitarra per i respiratori di tutta Italia

Mimmo Peruffo, titolare di un'azienda leader nella produzione mondiale di corde per ukulele, si è rimesso al lavoro dopo il lockdown. La sua è l'unica ditta nazionale in grado di produrre il filo che serve alle stampanti 3D per fare le valvole per le maschere da sub modificate da usare poi come respiratori per i malati di Covid19

«In due giorni e mezzo bobinati (a mano) circa 22 km di filo e 91 bobine. Dobbiamo arrivare al doppio entro venerdì. Siamo stanchissimi ma chissendfrega e sorridiamo».

A parlare è Mimmo Peruffo, artigiano vicentino che con la sua azienda di Caldogno sta dando un contributo necessario alla lotta contro il Coronavirus. La sua "Aquila Corde" è leader mondiale nella fabbricazione di corde di ukulele. La produzione, in quanto ritenuta non indispensabile, si era fermata con il lockdown ma, nei giorni scorsi, è ripartita per quella che invece è diventata una "missione" fondamentale. La ditta di Mimmo è infatti l'unica in Italia a produrre il filo che serve alle stampanti 3D per fare le valvole per quelle maschere da sub modificate da usare poi come respiratori per i malati di Covid19. 

«Finalmente possiamo dare un contributo anche noi: dobbiamo urgentemente fabbricare 100Kg di filo per stampanti che naturalmente regaliamo - racconta Mimmo dalla sua pagina Facebook -  trovare le bobine di PLA è oggi molto difficile; siamo tra i pochissimi in Italia in grado di farlo direttamente con impianto di estrusione, credo che siamo in due aziende in tutta Italia, gli altri importano dalla Cina ma è tutto bloccato e quel filo serve»

Così Mimmo, assieme a suo figlio Marco e a suo nipote Martino, si è rimesso al lavoro per modificare parti di impianto adatto a fare corde per ukulele e poi mettere a punto i parametri di estrusione. Alcune parti di impianto le ha fissate con filo di ferro e in alcune altre zone ho usato scotch «perchè questo avevo in casa - aggiunge l'artigiano - la messa a punto dei parametri di processo è stato davvero un delirio perchè questo maledetto PLA se non rompe le scatole non è contento».

Con in casa una tonnellata di materiale l'azienda di Caldogno è quindi ripartita. Cento chili di filo significano 4 giorni di lavoro. Il filo andrà a Bergamo, dove verranno fatte le valvole e poi la mascherine modificate saranno consegnate agli ospedali. Mimmo era stato inizialmente contattato da un ingegnere di Bergamo che ha spiegato di essere il coordinatore di una chat nazionale dove sono riuniti tutti i Fab lab disposti ad usare le loro stampanti 3D per fabbricare urgentemente le valvole per queste maschere modificate e di essere in contatto con molti primari e diverse direzioni sanitarie della sua zona e anche fuori provincia. All'ingegnere non pareva vero scoprire che c'è una ditta italiana in grado fabbricare decine di bobine di PLA a costo zero. 

Con grande cuore e una grandissima energia Mimmo, sardo di origine ma caldognese di adozione - si è rimboccato le maniche, si è messo la mascherina ("che tra l'altro mi serve per la mia maledetta allergia ai pollini", ha spiegato) e  da qualche giorno ha iniziato il lavoro a pieno ritmo. 

«Ora dobbiamo fare il filo per tutti questi fab Lab che sono sparsi in tutto il territorio nazionale, spero me ne chiedano ancora tante, sono super contento di poterlo fare - conclude Mimmo - e poi con le mani in mano non ci so stare»

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