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Duecento messaggi di odio razziale al giorno, Variati: «Un abbraccio a Liliana Segre»

La solidarietà del sottosegretario di Stato all’Interno dopo la denuncia della senatrice 89enne, sopravvissuta ad Auschwitz e vittima di una impressionante campagna d'odio in rete

 «Un abbraccio a Liliana Segre, memoria storica della Shoah. 200 messaggi di odio razziale al giorno: tanti ne riceve di media la senatrice a vita. Il compito di ognuno di noi è di tenere accesa la fiaccola della memoria e impegnarsi affinché odio, inciviltà e indifferenza non possano trovare cittadinanza nel nostro tempo e nella nostra società», così il sottosegretario di Stato all’Interno Achille Variati dopo la denuncia della senatrice 89enne, sopravissuta ad Auschwitz e testimone dell'Olocausto, vittima di una impressionante campagna d'odio in rete.

 La solidarietà della politica a Segre è bipartisan e il premier Conte ha invitato il parlamento a introdurre norme contro il linguaggio dell'odio ad ogni livello. La senatrice, che parlerà dell'argomento lunedì in un convegno a Milano, riceve circa duecento messaggi da haters con insulti di ogni tipo. Il sito dell'Osservatorio antisemitismo  riporta alcuni esempi: «G docente di storia in una università del centro-sud, pubblica frequentemente tweet neofascisti dai toni provocatori, talvolta indulge nelle polemiche contro gli ebrei, dopo l’intervento della senatrice a vita Liliana Segre in Senato a sostegno del Governo Conte, ha twittato una serie di malevoli post cui sono seguiti decine di insulti contro Liliana , qualche esempio: ebrea di professione, stronza, vecchia rincoglionita, sionista pensa ai palestinesi, senatrice senza meriti che lucra sull’Olocausto, vecchia ignorante e in malafede, personaggio squallido, vecchia demente, Alzheimer». 

Ma il calvario al quale è sottoposta la senatrice passa anche per sistemi più subdoli, già denunciati da mesi, che coinvolgono anche la deontologia giornalistica. Un articolo dello scorso aprile, apparso sempre nel sito dell'Osservatorio Antisemita, segnala la cancellazione di molti falsi profili social di Liliana Segre: 

«Per mesi, in particolare su Twitter, il profilo @SegreLiliana aveva postato frasi della senatrice e Testimone della Shoah, giocando sull’ambiguità della rete e facendo credere di essere un canale ufficiale ricollegabile alla vera Liliana Segre. In realtà da mesi la segreteria della senatrice aveva provveduto a depositare una denuncia alla Polizia Postale per chiederne la rimozione ma il profilo ha continuato ad essere attivo. Almeno fino alle ultime ore. Con l’intensificarsi dei tweet – ripresi anche da alcuni media nazionali, tra cui Ansa, Repubblica e Huffington Post – e con prese di posizioni politiche in alcuni casi forti, Pagine Ebraiche ha contatto la segreteria della senatrice per verificare l’autenticità del profilo, segnalando che oltre a Twitter era stato aperto il 21 aprile un profilo Facebook collegato. Dalla segreteria è arrivato il chiarimento sul fatto che il profilo Twitter fosse falso e che da tempo era stata fatta una denuncia. Poche ore dopo è arrivato un comunicato a firma della senatrice: “Da mesi è stato aperto a mio nome un falso profilo Twitter al quale se ne è aggiunta ora un secondo, altrettanto falso, su Facebook. Su questi profili mi sono state attribuite dichiarazioni e prese di posizione, spesso molto aggressive, che non corrispondono al mio pensiero”, le parole della Segre che, nel sottolineare di aver sporto denuncia alla Polizia Postale, concludeva la nota auspicando che “anche prima della conclusione delle indagini, cessi questa diffusione di interventi falsi che smentisco categoricamente”. In poco tempo i profili sono stati cancellati ma restano al momento online gli articoli di Ansa, Repubblica e Huffington Post che scambiano il falso profilo Twitter per vero. Negli articoli – su Repubblica è stato per qualche ora in homepage – si parla di un presunto tweet della senatrice in memoria del padre e della Pietra d’inciampo a lui dedicata. Poiché era tutto falso, la notizia non c’è e sarebbe opportuno porvi rimedio».

 

   

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