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Giovedì, 1 Dicembre 2022
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Morì di maggio, Mauro Pretto: l'omicidio rimane insoluto

Il 12 maggio 2017 a Zovencedo venne ucciso un boscaiolo che viveva in un’abitazione isolata, a distanza di anni ancora nessun colpevole

Un paio di colpi di fucile dritti al cuore, così è morto nella primavera di 5 ani. I prati erano fioriti, l'aria dolce, il profumi inebranti, era la stagione che amava di più e che lo accolse alla fine. Conosciuto da tutti come l’eremita dei Colli Berici. Abitava nell’ultima casa della vallata e lottava contro il taglio selvaggio degli alberi, la cementificazione. Il 12 maggio 2017 a Zovencedo in contrà Gazzo è stato ucciso Mauro Pretto sulla soglia della propria casa. Dopo 5 anni del solitario 47enne freddato senza pietà, anche se hanno indagato i Ris di Parma, non si conoscono né colpevoli né movente.

AMAVA GLI ANIMALI, DIFENDEVA LA NATURA: LO HANNO UCCISO 

Amava il bosco, i castagni secolari, Mauro lottava per difendere gli alberi dal disboscamento selvaggio. Viveva in solitudine, aveva scelto la pace e la tranquillità, andava in città solo quando necessario. Quando la fidanzata lo lasciò per ritornare in centro, lui è diventato l’eremita, il guardiano del bosco, una leggenda nei Colli.

Aveva scelto una valle isolata e una casa difficile da raggiungere come luogo eletto, bisognava percorrere una stradina sterrata e impervia per raggiungere il suo eden, viveva immerso nella natura Mauro Pretto, una scelta condivisa con i suoi amati cani. Ne parlano in paese come di una persona mite e generosa, che forse si accaldava un po' quando esagerava con le bevute. Nessuno però ha idea di chi potesse avere tanto rancore da ucciderlo. Come al solito si parla di qualche legame sentimentale clandestino, oppure di un diverbio con un cacciatore, anche se è stato un assassinio a sangue freddo, non durante una lite.

I cani, tra i quali un cucciolo, sono rimasti gli unici nel casolare in mezzo al bosco ora abbandonata. Sulla porta sono ancora visibili i fori dei proiettili che hanno ucciso Mauro. 

"Caratterialmente non era semplice però non ho mai conosciuto una persona che amava tanto e rispettava così tanto l'ambiente. La sua scelta di isolarsi era proprio per stare lontano dal caos dalla confusione e da questo mondo consumistico portato all'estremo. Questo è ciò che diceva. Infatti era andato in quel posto dove abitava con una tenda a gennaio di circa 15 anni fa, poi ha portato lì la sua casetta di legno che aveva in un altro bosco. E quattro sassi che non erano ancora una casa in mezzo ai rovi sono diventati un piccolo eden dove c'erano galline, oche, faraone, capre, muli ed altri animali. Ha pianto quando hanno ucciso il maiale per farne dei salami, poi non ha più voluto farlo. Teneva in ordine anche "rive" abbandonate. Un vero naturalista che odiava le etichette. Poi con i lavoretti saltuari non ci stava più dentro ha dovuto lasciare gli animali tenerne pochi e tornare a lavorare in fiera" Ricorda un amico.

Gli articoli per ricostruire la sua storia

https://www.vicenzatoday.it/cronaca/zovencedo-aggiornamenti-omicidio-mauro-pretto-cerca-auto-assassino.html

https://www.vicenzatoday.it/cronaca/zovencedo-omicidio-pretto-lite-cacciatore-bracconiere.html

https://www.vicenzatoday.it/cronaca/zovencedo-omicidio-mauro-pretto-aggiornamenti.html

https://www.vicenzatoday.it/cronaca/omicidio-zovencedo-mauro-pretto-andrea-zanoni.html

https://www.vicenzatoday.it/cronaca/vicenza-omicidio-pretto-fiaccolata.html

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