Diritto alla salute, tutto pronto per il corteo di sabato

Gli organizzatori hanno fatto il punto della situazione in vista della manifestazione del 16 novembre: contestata la gestione sanitaria da parte della Ulss 7, nel mirino l'ospedale di Santorso nonché la Regione Veneto

Una veduta dell'ospedale di Santorso (archivio)

Oggi 12 novembre a Schio è in programma l'ultimo briefing degli organizzatori del corteo di sabato 16 novembre: nella città laniera infatti alle 14,30 con partenza dal palasport Romare è prevista una manifestazione indetta da Coalizione civica, manifestazione che giungerà all'ospedale del comprensorio nel vicino comune di Santorso. Obiettivo della protesta è proprio la gestione della Sanità dell'Alto vicentino da parte da parte dell'Ulss 7 Pedemontana.

«La misura è colma» fa sapere Carlo Cunegato, coordinatore scledense di Coalizione civica che tra l'altro è anche consigliere comunale di opposizione proprio a Schio. Durante il briefing di stasera frattanto saranno vagliati gli aspetti organizzativi dell'evento di sabato anche se per gli stessi organizzatori «tutto è pronto» in vista di una iniziativa annunciata da tempo e alla quale parteciperà anche la lista civica del sindaco Valter Orsi. Ad ogni modo rimane la questione sullo stato di salute del polo ospedaliero. «Il pronto soccorso - rimarca Cunegato sulla pagina Facebook di Coalzione civica - è sull'orlo del collasso. Mancano i posti letto. C'è un'evidente carenza di personale. E per fare una visita o un esame vi sono liste d'attesa vergognose».

In questi giorni le adesioni si stanno moltiplicando. Il M5S ha aderito con tutto il gruppo regionale. Di peso sarà anche la presenza del Coordinamento politico regionale Veneto 2020 con i consiglieri regionali Patrizia Bartelle, Cristina Guarda e Piero Ruzzante. Massiccia sarà la presenza della sinistra del comprensorio nonché delle sigle sindacali di base.  Non è nemmeno escluso che possano partecipare anche partiti del centro-destra. Tanto che si parla di vera e propria «manifestazione trasversale». E ancora nutritissimo sarà il gruppo delle associazioni e delle no profit. Si tratta di nomi molto noti nella zona come Gaia, Primavera, Nuova, Il Ponte, Alea, Nuovi orizzonti, Entropia. Allo stesso modo è annunciata la presenza dei tre sindacali confederali ossia Cgil, Cisl e Uil nonché del Pd del comprensorio che potrà contare sulla partecipazione del capogruppo in consiglio regionale Stefano Fracasso. Nel mirino c'è la gestione sanitaria del comprensorio. Sulla graticola ci sono l'Ulss 7 e la Regione Veneto che la controlla. In questi giorni la giunta è rimasta sostanzialmente in silenzio, ma se si torna di poco indietro nel tempo le cronache locali riportano con dovizia di dettaglio le accorate difese nei confronti della struttura di Santorso. Una su tutte quella dell'ex assessore alle attività produttive della Regione Veneto, il thienese Marino Finozzi, il quale nel 2017, quando sedeva come consigliere a palazzo Ferro Fini (Finozzi nel frattempo si è dimesso) a più riprese dipinse il nosocomio di Santorso come una «avanguardia europea»

Sullo sfondo c'è la preoccupante situazione organizzativa ed economica che incombe sull'ospedale di Santorso che serve tutto l'Alto vicentino. In passato questo compito veniva assolto dal nosocomio di Thiene e da quello di Schio: due ospedali che vantavano «conti in ordine e una erogazione dei servizi senza dubbio soddisfacente». Quando la Regione però, durante l'era dell'ex governatore azzurro Giancarlo Galan, decise di affidare ai privati la realizzazione di un nuovo polo «per modernizzare la gestione sanitaria del territorio e per aumentare lo standard dei servizi», le cose cambiarono. «E ora, con le regioni che tagliano ovunque, i nodi arrivano drammaticamente al pettine».

I disservizi, a detta dei critici, si sono moltiplicati e la gestione è finita più volte sulla graticola. Con l'avvento del governatore leghista Luca Zaia l'impianto scelto da Galan nei primi anni Duemila (conferire ai privati realizzazione e gestione del nosocomio con il chiacchieratissimo strumento del project financing) non è mai stato messo in discussione, anche perché quella scelta non solo era stata appoggiata dalla Lega, ma pure dal Pd, sia a livello nazionale che locale, come dai sindacali confederali: cosa che ai democratici come alla triplice continua a creare un certo imbarazzo. Anche in considerazione del fatto che tra coloro che hanno dato vita alla struttura c'è la coop modenese Cmb, uno dei colossi tra le cosiddette cooperative rosse da sempre vicine al Pd ed alla Cgil. Ad ogni modo ora che i conti della sanità dell'Alto vicentino «cominciano a traballare vistosamente» gli oppositori della via alla privatizzazione hanno rialzato la testa. Tra i più critici di quel percorso ci sono gli attivisti della associazione Communitas, associazione che non a caso sarà presente alla manifestazione di sabato e che da anni osteggia con le unghie e con i denti il project financing. E ancora, gli attivisti contestano anche la concezione dell'ospedale di Santorso, visto come un centro commerciale piazzato in mezzo ai campi tra Schio e Thiene, «è mal servito ed ha una dislocazione sotto il profilo urbanistico completamente sganciata dal contesto».

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