Attualità Centro Storico / Piazza Castello

No Green pass, maxi mobilitazione di piazza

Oltre duemila manifestanti si sono radunati a Vicenza per protestare contro i recenti provvedimenti governativi assunti in tema di contenimento del Coronavirus

La manifestazione in piazza Castello (foto: Marco Milioni)

Al grido di «No green pass» una folla di circa duemila persone, numero in crescita, sabato si è riunita a partite dalle 17.30 in piazza Castello per protestare contro i recenti provvedimenti governativi assunti in tema di contenimento del coronavirus.

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In questo momemto è in corso una accesa discussione tra le forze dell'ordine e i manifestanti ai quali queste ultime chiedono di lasciare libero il passaggio per o bus.

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Non mancano i manifestanti i quali ritengono il green pass uno stratagemma per convincere gli scettici verso il siero a vaccinarsi ugualmente.

Tra chi protesta c'è anche chi non gradisce «la presenza di ultrà veronesi troppo vicini alla estrema destra scaligera».

Tra coloro che guidano il corteo c'è l'ex attivista del M5S Gianni Padrin, volto noto dei comitati dell'Est vicentino.

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In piú occasioni gli oratori parlano di deriva «anticostituzionale, oiú o meno malamente occultata dietro al decreto legge che istituisce il green pass. Siamo stanchi di questa dittatura ridicola». La critica è rivolta all'invito alla vaccinazione distillato dal premier Mario Draghi pochi giorni orsono. Invito in cui si paragonava chi non si vaccina a chi puó cagionare la morte a sè stesso o a altri.

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Gli oratori, alcuni dei quali professano un orientamento contrario al Ddl caro ad Alessandro Zan, hanno preso di mira la riforma cara all'onorevole padovano: una riforma invocata dal mondo Lgbt.

Al grido di «vergogna vergogna» è stato criticato anche il provvedimento che prevede la sospensione o finanche il licenziamento dei sanitari che non si sottopongono al vaccino.

Poco dopo le 18,oo piazza Castello si è pressochè gremita. Gli oratori che si avvicendano sul palco cominciano a entrare nel vivo delle loro rivendicazioni. Tra queste vengono menzionati anche i danni che il green pass potrebbe «arrecare a quelle attività economiche come i locali pubblici che hanno patito le chiusure durante il lockdown». La contestazione nel frattempo prosegue a tratti in modo fragoroso, ma sempre in modo pacifico e sotto l'occhio vigile della Digos in primis e poi degli uomini schierati da polizia, carabinieri, guardia di finanza e vigili urbani: una quarantina in tutto.

Mentre il pubblico ascolta le ragioni dei manifestanti, lo slogan che va per la maggiore è «libertà, libertà», questi ultimi si ripromettono di dare vita a eventi simili. Tra le 18.30 e le 18.45 sono previste le ultime battute di una iniziativa che sta riecheggiando in altre piazze italiane.

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