Maltempo, il Codacons denuncia la Regione per concorso in disastro ambientale

Nel 2019 stanziati 29,6 milioni di euro per 34 interventi contro il dissesto idrogeologico, nove dei quali nel territorio Vicentino per un importo pari a 4,77 milioni di euro. «Magistratura verifichi se i soldi siano spesi e come»

Piena del Bacchiglione a Longare, foto FB di Pietro Viero

Mentre il Veneto fa la conta dei danni subiti a causa del maltempo che ha devastato il territorio, il Codacons presenta una denuncia penale alla Procura della Repubblica di Venezia contro la Regione Veneto per concorso in disastro ambientale e omissioni di atti d'ufficio, chiamando in causa il “Piano nazionale 2019 per la mitigazione del rischio idrogeologico”. 

Il Piano in questione, noto anche come Piano ProteggItalia, è stato adottato con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 20 febbraio 2019, e approvato sia dal Cipe con la Delibera n. 35 del 24 luglio 2019, sia dalla Corte dei Conti lo scorso settembre – spiega il Codacons – Il provvedimento individua un elenco di progetti e interventi infrastrutturali immediatamente eseguibili in tutta Italia sul fronte della messa in sicurezza del territorio, “aventi carattere di urgenza e indifferibilità”, e per quanto riguarda il Veneto mette da subito a disposizione della Regione 29,6 milioni di euro per finanziare 34 interventi urgenti, nove dei quali nel territorio Vicentino per un importo pari a 4,37 milioni di euro, volti a contrastare frane e alluvioni.

«Vogliamo sapere se la Regione ha speso tali soldi messi a disposizione dallo Stato e come sono stati utilizzati i fondi – afferma il presidente Codacons, Carlo Rienzi – Gli stanziamenti erogati sono infatti immediatamente utilizzabili dalle amministrazioni, e dovevano essere usati proprio per mettere in sicurezza le aree a rischio ed evitare la devastazione del territorio registrata negli ultimi giorni in Italia».

Per tale motivo il Codacons presenta oggi un esposto alla Procura della Repubblica di Venezia, chiedendo di aprire una indagine sull’amministrazione regionale per verificare l’utilizzo dei fondi messi a disposizione dal “Piano nazionale per la mitigazione del rischio idrogeologico.

«In caso di mancata attuazione degli interventi programmati dal piano, procedere nei confronti dei vertici regionali per le possibili fattispecie di concorso in disastro ambientale e omissione di atti d’ufficio - SNon solo. Se la Regione non si è attivata per realizzare gli interventi individuati come urgenti nel Piano, dovrà essere negato lo “stato di emergenza” e tutti i fondi connessi, mentre i cittadini delle zone coinvolte da frane e alluvioni potranno avanzare richiesta di risarcimento contro l’amministrazione regionale.

Nello specifico le opere individuate nel Vicentino come prioritarie e urgenti nell’ambito del Piano per la mitigazione del rischio idrogeologico sono:

Interventi a Salcedo per 170mila euro; sul bacino di laminazione di Trissino per 550mila euro; ripresa frane sullo scolo Ronego tra Noventa e Pojana per 500mila euro; interventi si sistemazione e messa in sicurezza idraulica della valle Paltana a Brogliano per 400mila euro; sistemazione e ricalibratura dello scolo Settimo nei comuni di Montegalda e Grisignano per 1 milione di euro; interventi della sistemazione delle arginature del torrente Laverda che va dalla Superstrada Pedemontana sino al ponte di via Albero a Colceresa, Breganze e Schiavon per 600mila euro; Longare, ripristino e consolidamento della sottobanca del Bacchiglione per 300mila euro; dal ponte di Castegnero al ponte di Mossano sistemazione del canale Bisatto per 500mila euro; Parco dell'Amicizia a Friola, sistemazione della Alveo fiume Brenta per 350mila euro. 

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