rotate-mobile
Attualità

Violenti nubifragi e grandine su Bassanese e Altopiano, ma la vera "bomba d'acqua" è il cemento

Temperatura, umidità e alta pressione sono il carburante dei nubifragi, mentre l’innesco è dato dall’aria fredda. Avremo un'altra settimana di caldo sub tropicale e di rovesci. Ma tutta quest'acqua scivolerà via su un terreno che a causa della siccità e della cementificazione non lascia penetrare niente

Temperature ben oltre la media del periodo, nel bel mezzo di una grave siccità, ma i giorni afosi di questo maggio nel fine settimana sono stati spazzati da violenti quanto repentini temporali che durano al massimo una mezz’ora e che rovesciano a terra una quantità impressionante di acqua. “Questi fenomeni si verificano principalmente sulla fascia montana e pedemontana della nostra provincia perché i temporali che arrivano in pianura muoiono prima di evolversi”, spiega Marco Rabito, metereologo e presidente dell’associazione “Meteo in Veneto”. “Temperatura, umidità e alta pressione sono il carburante dei nubifragi, mentre l’innesco è dato dall’aria fredda”, continua Rabito, per il quale “avremo un’altra settimana con valori sopra la media a causa della pressione sub-tropicale”.

Nel frattempo sia venerdì che sabato il tempo ci ha regalato pioggia e grandine che si sono rovesciate sul Bassanese e sull’altopiano di Asiago. I comuni più colpiti sono stati Valbrenta, in particolare nella frazione di Valstagna, dove la grandine ha invaso le strade; Solagna, dove la protezione civile è intervenuta per liberare la sede stradale di un sottopasso dalla grandine; Mussolente dove un violento nubifragio fatto di pioggia e grandine secca ha rovesciato a terra 54 millimetri di acqua in 20 minuti; l’Altopiano di Asiago dove sia ieri che oggi la grandine ha letteralmente imbiancato alcune zone. 

“Il vero problema non è nemmeno tanto questi acquazzoni fulminei - aggiunge Rabito - ma il fatto che la grandine contribuisce a ostruire i deflussi e il territorio seccato dalla siccità è come l’asfalto, il terreno non lascia penetrare l’acqua”. La trasformazione del suolo della provincia vicentina in una desolante landa di asfalto e l’assenza di vere azioni sulla sostenibilità del cambiamento climatico è un vero e proprio campanello d’allarme “Il nostro territorio non sopporta gli effetti del climate change e oggi la vera “bomba d’acqua” è il cemento", aggiunge Rabito.

Il maggio 2022 ha registrato un aumento di 6 gradi rispetto alla media stagionale ma non è una novità. Ben 23 degli ultimi 25 anni sono stati segnati dal caldo anomalo mentre solo nel 2002 e nel 2014 le temperature sono state sotto la media, con un Ferragosto in cui non sono stati superati i 20 gradi. Per quanto riguarda la siccità, invece, attualmente l’allerta è moderata, con l’asticella sull’arancione, ma puntata verso il rosso già a giugno. Infine c’è la questione del consumo del suolo. L’ultimo rapporto indica il Veneto in cima a una classifica nazionale in cui Vicenza ha altresì un posto di rilievo. 

Nubifragio a Valstagna, Video di Yuri Borsa dalla pagina Fb Meteo Bassano e Pedemontana

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Violenti nubifragi e grandine su Bassanese e Altopiano, ma la vera "bomba d'acqua" è il cemento

VicenzaToday è in caricamento