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L'allagamento a Parco Querini

L'allagamento a Parco Querini

Frane e allagamenti in tutto il Veneto, chiesto lo stato di crisi: in città chiuso parco Querini

L'aggiornamento sulla situazione dei disagi dovuti al maltempo in regione

Il perdurare della situazione meteo, con abbondanti piogge e nevicate, ha portato il presidente della Regione a chiedere lo stato di crisi in Veneto. Alle 11 di domenica si è riunita l'Unità di Crisi regionale della Protezione Civile e anche i Coc del Comune di Vicenza. In città continua a essere monitorata la situazione del Bacchiglione a Ponte degli Angeli, anche dopo l'apertura del bacino di laminazione di Caldogno, mentre Parco Querini è chiuso da questa mattina per allagamenti in alcune zone dell'area verde. 

Luca Zaia ha avviato l’iter per la dichiarazione dello stato di crisi per le zone della regione colpite dal maltempo. In attesa della firma da parte del Governatore e dell’inoltro al Dipartimento nazionale della Protezione Civile Nazionale per la richiesta di dichiarazione proclamazione dello stato di emergenza da parte del Consiglio dei Ministri, il decreto resterà “aperto” al fine di consentire agli enti locali di effettuare il censimento dei danni a opere pubbliche, infrastrutture, privati, aziende e siti produttivi e comunicarne gli esiti ai competenti uffici regionali. Lo stato di crisi, al momento, riguarda comuni delle zone dell’Alto Vicentino, della Pedemontana trevigiana e il territorio della Provincia di Belluno. 

Nel Vicentino sono stati molti gli interventi nella notte appena trascorsa da parte dei vigili del fuoco e della Protezione civile, con operazioni di rimozione alberi, in particolare nell'area di Schio e dintorni, e prosciugamenti per allagamenti in abitazioni e strutture sull'Altopiano di Asiago e in particolare il palasport di Roana, invaso dall'acqua per 30 centimetri di altezza. Sorvegliato speciale anche il Brenta, che rimane a livelli di guardia lungo il suo percorso. Il fiume, a Bassano del Grappa, alle 5 di notte ha raggiunto la piena con 3,51 metri, per poi calare nella mattinata di domenica. In pianura, ponte sul Tesina chiuso e paratie alzate a Torri di Quartesolo. 

Nel resto della regione quella appena trascorsa è stata una notte particolarmente difficile per il sistema di Protezione civile regionale a causa del maltempo nel Bellunese: il Meschio è esondato a Cordignano creando numerosi allagamenti, ed è in corso l’evacuazione dei 76 ospiti della casa di riposo del Comune di Alpago. Nell’alto Bellunese il rischio valanghe resta alto. «La notte è stata particolarmente complessa, tra dissesti e frane che si sono verificati in provincia di Belluno, nell’Agordino, in Alpago nel Feltrino - spiega l’Assessore regionale alla Protezione Civile, Gianpaolo Bottacin - Ci sono stati vari allagamenti, il Meschio è esondato a Cordignano allagando vari quartieri. La situazione più delicata è nel comune di Alpago, dove  stiamo procedendo all’ evacuazione con autoambulanze di 76 ospiti non autosufficienti di una casa di riposo: vengono dirottati sull’altra casa di riposo di Ponte nelle Alpi e, in misura inferiore, in quella di Pieve di Cadore».

 

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