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Levos calling: attiviste del Bocciodromo nella delegazione, a sostegno delle persone in fuga

Sono migliaia le donne, gli uomini e i bambini che subiscono le conseguenze dell’accordo Ue-Turchia e la decisione di "restrizione geografica" che li obbliga a rimanere confinati sull’isola

Sono partite venerdì, con la carovana #lesvoscalling, due giovani attiviste del cs Bocciodromo, nonché di Friday for future e eelcome refugees Vicenza, parteciperanno alla campagna solidale di montoraggio e denuncia dell'isola hotspot Lesvos, dove sono confinate una parte delle 42000 persone in fuga da guerre e miseria.

Dopo i primi due viaggi di monitoraggio, a ottobre e dicembre 2019, la nuova delegazione è composta da 23 persone attive in associazioni, scuole di italiano e centri sociali di Padova, Treviso, Trento, Venezia e Vicenza. Rimarranno a Levos fino all’8 gennaio con l’obiettivo di raccontare e denunciare, il confino di migliaia di persone sulle isole hotspot greche (42mila persone al 1° gennaio 2020 dai dati di Aegean Boat Report), e consegnare gli indumenti invernali raccolti e i kit igienici per le donne acquistati grazie alla solidarietà di tantissime persone. 

La carovana quindi vuole non solo monitorare quanto sta avvenendo alle periferie dell'Ue, ma anche portare concretamente un aiuto alle donne del campo di moria, che necessitano di kit per l'igiene femminile, uno dei tanti aspetti di privazione e fonte di problematiche molto serie, all'interno dell'hotspot. Raggiunte telefonicamente, le due ragazze hanno comunicato di essere arrivate a destinazione: sabato pomeriggio spacchetteranno i kit che verranno poi consegnati alle donne del campo.

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