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Lupi, approvato progetto di legge per l'abbattimento: «Solo propaganda elettorale»

Parla la consigliera regionale Cristina Guarda: «La Regione grida “al lupo, al lupo” e propone soluzioni sbagliate: a fronte di ben 12 branchi di lupo e più di 700 malghe, in questi anni si è provveduto alla realizzazione di un solo recinto sperimentale e poco altro»

Il consiglio regionale ha approvato il progetto di legge statale per sparare a lupi e orsi. Se si considera che a oggi nessun progetto di legge statale Veneto non solo non è mai stato approvato ma nemmeno discusso in parlamento, per ora il grande carnivoro non dovrebbe finire sotto il tiro delle doppiette. A portare avanti la crociata a Palazzo Balbi, in qualità di relatore, è stato il consigliere di Fratelli d'Italia Sergio Berlato, condottiero dei cacciatori Veneti, spalleggiato dai leghisti. 

Un "terreno di caccia", per stare in tema,  melmoso, quello che riguarda l'uccisione dei grandi predatori presenti sulle montagne venete. Un terreno sul quale la Regione, alla fine,  ha sempre svicolato. Il progetto di legge regionale sullo stesso argomento, presentato sempre da Berlato e votato subito dopo, è stato infatti riposto nel cassetto. E in ogni caso, anche se fosse stato approvato, non sarebbe successo nulla perché la competenza sui grandi carnivori è escusività dello Stato. In sostanza la questione lupi in Regione ha assunto ancora una volta dei toni politici, tra il disappunto di Berlato che si aspettava "un segnale forte" da parte della maggioranza sulla legge regionale e le polemiche arrivate dai banchi dell'opposizione.

A prendersela con lo stato è stato anche l'assessore all’agricoltura della Regione del Veneto, Giuseppe Pan, intervenuto nella discussione: «Il Veneto, insieme alle altre regioni del Nord, chiede da tempo che il Ministro all'Ambiente, Costa, riveda la legge nazionale di tutela del lupo, con deroghe che prevedano il contenimento di quei soggetti considerati particolarmente confidenti e pericolosi. Richiesta che è rimasta inascoltata». Pan, chiedento a Roma la facoltà di applicare delle deroghe sul lupo, ha snocciolato i numeri delle predazioni, degli indennizzi e delle presenze di lupi in Veneto: 192 attacchi, 393 capi morti e 63 feriti; almeno 4 nuovi branchi riproduttivi e circa 12 nuclei stabili stimati, inclusi quelli transregionali (confine con TN e PN); tutte le istanze pervenute entro il mese di novembre (157 istanze per totali 196.905 euro e  nel 2018 impegnato totale 204.684 euro) liquidate/in liquidazione. 

Tra i banchi dell'opposizione si è invece levata la voce della consigliera regionale Cristina Guarda: «Ci sono 22 azioni prima degli abbattimenti, ma si va subito verso un presunto traguardo, per altro il meno efficace come dimostrano studi scientifici in internazionali ed italiani. Abbattere qualche lupo? Inutile, lo dimostrano sia gli studi in Francia che quelli in Nord America: le loro esperienze confermano come l’attività di prelievo, se avviene senza sistemi di prevenzione e protezione del bestiame, diventa addirittura controproducente arrivando a causare l’aumento di predazioni verso animali domestici. La verità è che si vuole distrarre con la promessa del sangue di qualche esemplare la quasi completa inerzia della Regione in questi anni». 

 

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