Giovedì, 21 Ottobre 2021
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Scuola e vaccini: "No alle liste dei prof no vax"

La bocciatura di Pasquale Stanzione, garante per la Protezione dei dati personali: ''I presidi non devono conoscere i dati sanitari. Illogico verificare la certificazione solo chi non è immunizzato''

Nonostante il ritorno tra i banchi sia ormai imminente, rimane acceso il dibattito sulla verifica del Green pass, soprattutto per quanto riguarda i docenti non vaccinati. Mentre presidi, sindacati e ministri discutono sul da farsi, il Garante della privacy ''boccia'' l'idea di stilare delle liste dei prof non vaccinati: "Non è consentita la verifica diretta delle scelte vaccinali e della condizione sanitaria da parte dei dirigenti scolastici: devono limitarsi a verificare il possesso di una certificazione valida".

Secondo il garante per la Protezione dei dati personali Pasquale Stanzione, intervistato da Repubblica, quella delle liste dei docenti no vax è una strada di difficile percorrenza: "Questa soluzione solleva più d'una perplessità, non solo in termini di privacy ma anche di ragionevolezza della misura. In tal modo, ad esempio, non si potrebbe accertare se un vaccinato nel frattempo si è contagiato, vanificando il senso del Green Pass. E per quanto riguarda i certificati di esenzione, servono cautele per evitare la rivelazione di dati sanitari e patologie".

Quanto poi all'idea del sottosegretario all'Istruzione Rossano Sasso di un'autocertificazione per controllare i green pass, Stanzione afferma: "Anche in questo caso, questa forma di attestazione non è attualmente prevista dalla normativa vigente. Se venisse introdotta per legge, ci si dovrebbe comunque limitare alla sola certificazione dell'assenza di condizioni che impediscono l'ingresso a scuola, senza riferimento a dati ulteriori". E sull'estensione del Green Pass anche al lavoro in azienda, avverte: "Ogni contesto è diverso e necessita di cautele modulate sulle relative peculiarità. Ciò che va comunque evitato sono le discriminazioni in base alle scelte vaccinali e l'indebita conoscenza, da parte di soggetti non legittimati, dei dati sanitari degli interessati".

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