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"I lividi non hanno colore", dall'infanzia violenta alla vita col Momo: la storia della Polly

Il libro è in uscita il 9 giugno prossimo ma da qualche settimana è già in pre-order su tutte le piattaforme digitali. La stilista e influencer vicentina si racconta

Mancano pochissime ore all'uscita di "I lividi non hanno colore", il libro autobiografico (edito da Mondadori) di Georgette Polizzi la stilista e influencer vicentina, conosciuta per la partecipazione con il compagno Davide Tresse dell'edizione 2016 del reality Temptation Island, diventato poi ufficialmente suo marito lo scorso 30 ottobre.

Una pubblicazione che racconta la vita tormentata di Georgette:" Tutto e? partito con il programma Seconda vita di Gabriele Parpiglia che e? andato un onda sure altimetvit - racconta Georgette sul suo profilo Instagram - Ho raccontato la mia vita, fatta di cadute rovinose e di grandi rinascite, una vita sporcata da episodi macabri che pero? mi hanno permesso di essere la donna innamorata della vita che sono oggi. Grazie a questo un colosso dell’editoria Mondadori, mi ha proposto di raccontare tutta la mia verita? in modo diverso... scrivendola".

"Ricordo ancora quando tu Gabriele Parpiglia mi hai accompagnato in quel palazzo gigantesco, le gambe tremavano ed il cuore batteva forte, mi sentivo cosi? strana, piccola…Poi il percorso di scrittura che ha stravolto la mia quotidianita?. Quante lacrime....quante notti insonni.Ho sentito sulla mia pelle gli stessi dolori del tempo, cicatrici ormai chiuse si sono riaperte ma, nello stesso tempo ho provato l’identico coraggio che mi ha accompagnato in questi anni. Poi, ho dolcemente sorriso pensando alla vita di oggi".

Nella sua autobiografia, la showgirl parla del rapporto con sua madre: "Mi piacchiava a sangue con qualsiasi oggetto a portata di mano. Non era violenta, era una bestia". Nel primo capitolo, intitolato “sigarette sul mio corpo”, parla delle violenze subite durante l’infanzia da parte della madre: “Lei non era violenta, era una bestia. Mi spegneva le sigarette sulla pelle, mi mordeva, mi picchiava a sangue con qualsiasi oggetto a portata di mano. Sul mio corpo porto ancora i segni” ha raccontato attraverso il suo profilo Instagram.

Sua madre era una dirigente di banca: “Mia madre era una dirigente di banca. L’incontro con mio padre e la mia nascita le hanno cambiato la vita. Mio nonno era di Monreale e l’ha disconosciuta quando ha scoperto di essere incinta di me”. Per tanto tempo ha dovuto subire tutta quella violenza: “Mi chiudeva nello stanzino al buio per ore, secondo lei era la giusta punizione e io mi facevo la pipi addosso perché non riuscivo a tenerla per così tanto tempo e rannicchiata. Lo spazio era troppo stretto”.

Dall'infanzia, alla carriera, all'incontro con il Momo, alla scoperta della malattia, la sclerosi multipla, con la quale lei combatte ogni giorno diventando così esempio di forza per tanti malati.

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