La strana estate di Trissino, dove brucia il "modello veneto"

Il piccolo centro della valle dell’Agno, teatro a Ferragosto di un incendio forse doloso, sta affrontando una serie di eventi avversi

Foto di Marco Milioni

Il recente incendio ferragostano che a Trissino ha colpito la sede della Sbama costruzioni ha lasciato una certa inquietudine in paese. Un paese che nel giro di qualche mese è stato interessato da una interdittiva antimafia, da un omicidio-suicidio, poi da un suicidio e adesso da un incendio che sembra essere doloso, in qualche modo finisce per subire una pressione a livello di comunità, non di poco conto, anche al netto di due questioni fuori categoria come l'affaire Miteni e l'affaire Pedemontana, che pure riguardano anche Trissino. Se a questo si aggiunge poi che sempre alcuni mesi fa il vicino comune di Castelgomberto è stato interessato da un incendio doloso che ha colpito una ditta specializzata nel trasporto di rifiuti speciali allora il quadro assume tinte ancor più inquietantemente definite.

Ad ogni buon conto c'è poi un dettaglio che assume una certa importanza. La Sbama nella vallata è conosciuta come una ditta dalla distinta professionalità. Soprattutto è l'impresa che sta operando proprio in centro a Trissino nell'ambito della lottizzazione relativa all'ex cinema parrocchiale Cristallo (in foto). Si tratta di una operazione che ha lasciato l'amaro in bocca a molti fedeli perché il sito venne realizzato a scavalco tra gli anni '50-60 grazie all'aiuto e al volontariato della comunità. Sito che diversi mesi fa è stato ceduto alla milanese Tecni-Cos in una operazione che ha visto come soggetto facilitatore e come progettista lo studio tecnico Piana-Pellegrino; per inciso oggi la moglie di uno dei due titolari, ovvero del geometra Massimiliano Piana (si tratta di Maria Antonietta Cattani), è l'attuale vicesindaco del paese.

Circostanza che ha fatto storcere il naso a più di qualche detrattore dell'opera in termini di opportunità: in passato per esempio l'ex consigliere comunale Massimo Follesa ha espresso qualche dubbio al riguardo. Soprattutto alla luce del fatto che mai si è capito con dovizia di dettaglio quanto abbia incassato la parrocchia per cedere l'area dopo il cambio di destinazione d'uso concessole dalla precedente amministrazione comunale. E quanto sia costato il lavoro di rifacimento della copertura del tetto della chiesa parrocchiale (lavori in opera in questo momento): rifacimento che in qualche modo era stato speso dalla parrocchia medesima come necessità primaria alla base della lottizzazione all'ex Cristallo.

Ora per vero da quanto si è potuto apprendere, almeno ad oggi, nessun nesso è emerso tra l'attività della Sbama, a partire dal cantiere all'ex cinema, e il presunto incendio doloso occorso alla srl trissinese. Quello che però rimane sul tappeto sono i danni patiti, che sono ingenti e che ammonterebbero a 60mila euro secondo i media locali. Però va anche considerato il fatto che secondo gli stessi quotidiani locali sarebbe andato a fuoco l'ufficio della ditta. Si tratta di un dettaglio non secondario che gli inquirenti abitualmente tengono nel dovuto conto quando è necessario capire se alla base di un fatto incendiario vi sia una intimidazione o comunque una ragione recondita.

In questo contesto va comunque rilevato che Demis Sbabo, uno dei titolari della Sbama, sul GdV del 17 agosto a pagina 30 dichiara che «... se dalle indagini di vigili del fuoco e carabinieri risultasse che l'incendio è doloso, non saprei proprio a chi pensare. Non ho motivo di credere che qualcuno possa avercela con me; minacce non ne ho mai ricevute». Il che rende di ancor più difficile lettura l’incendio avvenuto a Trissino durante la notte di Ferragosto in un Veneto in cui i roghi di natura dolosa negli ultimi anni hanno subìto una escalation preoccupante.

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