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Italia verso la fine del lockdown, cosa succede dal 20 aprile e le regole per le riaperture fino a maggio

Il ministro del turismo Garavaglia promette una graduale riapertura delle attività a partire dalla prossima settimana. Ma la campagna vaccinale è ancora al palo. Intanto gran parte delle regioni è in zona arancione e Cts e Franceschini lavorano ai protocolli per cinema, teatri, mostre e musei. Ma anche per palestre e piscine la riapertura potrà avvenire solo sulla base di nuove regole. Ecco quali

L'Italia fuori dal lockdown il 2 giugno, ovvero nel giorno della Festa della Repubblica. L'annuncio è del ministro del Turismo in quota Lega Massimo Garavaglia in un'intervista a La Stampa, mentre il governo Draghi è ancora alle prese con l'emergenza vaccini e il piano per le riaperture dovrebbe prendere le mosse a partire dal 20 aprile e a partire da oggi lunedì 12 aprile restano solo quattro regioni in zona rossa: Valle D'Aosta, Campania, Puglia e Sardegna. I dati saranno fondamentali e, stando a quelli dell'ultimo monitoraggio, ad oggi diverse regioni avrebbero numeri da zona gialla, con l'Rt sotto l'1, tra cui il Veneto.

L'Italia fuori dal lockdown dal 20 aprile al 2 giugno

Nell'intervista Garavaglia spiega che nei prossimi giorni la cabina di regia del governo sull'emergenza coronavirus comincerà a programmare alcune aperture, sempre sulla base dei dati scientifici e dell’andamento dei contagi. Settore per settore: "Ogni settimana che passa perdiamo pezzi di Pil e non ce lo possiamo permettere». E per quanto riguarda la stagione turistica l’esponente della Lega dice di lavorare per farla ripartire «a maggio, almeno per le spiagge, con protocolli rafforzati all’inizio". Per Garavaglia comunque la cosa più importante è dare una prospettiva. "Ovvio che sarei più contento se le spiagge, come l’anno scorso, aprissero a metà maggio».

In ogni caso, enfatizza, entro la festa della Repubblica dovrà essere aperto tutto o quasi tutto. "Quando ho parlato del 2 giugno facevo riferimento alla più importante festa nazionale, ossia quella della Repubblica. In Francia ad esempio hanno indicato il 14 luglio. Mi riferivo a una data finale entro la quale mi auguro sia aperto tutto o quasi tutto. Ovviamente dipende dal piano vaccinale. Da tempo diciamo che dobbiamo programmare. Sappiamo che, finché i numeri non lo consentono, bisogna essere molto prudenti. Ciò non vuol dire che non si deve programmare. Ci sono attività che puoi aprire il giorno dopo: per esempio domani una Regione è in arancione e allora i parrucchieri possono riaprono. Ci sono invece delle attività che hanno bisogno di settimane se non di mesi di anticipo per programmare l’apertura. Ogni settore ha una storia a sé".

Bar e ristoranti riaperti ad aprile "se ci sono le condizioni"

Garavaglia promette un cronoprogramma che riporti, settore per settore, un impegno del governo alla riapertura. Con protocolli più stringenti nella fase iniziale e poi, via via, una nuova normalizzazione. Per aprile promette la riapertura delle attività di ristorazione "se ci sono le condizioni". E punta anche sulle isole Covid free e il green pass: "I tempi dell’Europa non sono ancora certi, si parla di 15 giugno. Secondo noi bisogna anticipare un po’ per garantire la circolazione nei tempi giusti e per programmare la stagione estiva. Cosa prevede il green pass? Se sei vaccinato o no, se hai avuto il covid e quindi hai gli anticorpi, se hai fatto il tampone. La condizione del tampone è la più semplice perché comunque, nelle more della vaccinazione, ti può consentire una circolazione e una mobilità in sicurezza. Non è un caso che la sperimentazione dei voli che vengono da New York senza quarantena ponga questa regola. Sardegna sicura è sostanzialmente il lasciapassare europeo. Questo può garantire l’apertura di diverse attività e anticipare il periodo in cui saremo vaccinati e avremo l’immunità di gregge".

Ma le varianti minano le riaperture

Il Comitato Tecnico Scientifico si riunirà già oggi per cominciare a valutare la questione delle riaperture con tanto di calendarizzazione. "Nel mese di marzo e aprile abbiamo scelto di non avere fasce gialle, perché la variante inglese ha una maggiore capacità di diffusione; ora ci sono due effetti su cui puntiamo per la seconda metà della primavera: da un lato le misure che hanno piegato la curva, sono 3 settimane che l'Rt ha un segno meno; poi c'è la leva della vaccinazione, la vera chiave per provare a uscirne". "Ogni chiusura comporta sacrifici sul piano personale, sono consapevole delle difficoltà di tante attività commerciali ed economiche, possiamo provare ora a capire come gestire questa fase e programmare settimane con meno limitazioni", ha detto ieri il ministro della Salute Roberto Speranza a Che tempo che fa. 

Con un ulteriore calo dell'incidenza e dell'Rt, con la conferma della discesa dei ricoveri in terapia intensiva e con l'aumento delle somministrazioni dei vaccini che si sono assestate sulle 300mila dosi al giorno - con 9 milioni di italiani, il 15% della popolazione vaccinabile che hanno avuto almeno una dose - potrebbero dunque essere ripristinate già dal 20 aprile le zone gialle, con la conseguente apertura dei ristoranti, almeno a pranzo, ma anche di musei, cinema e teatri, con ingressi contingentati.  Ma i dati della prossima settimana, ribadisce una fonte qualificata di governo all'agenzia di stampa Ansa, saranno "essenziali" per capire in che direzione si procederà. In attesa che venga decisa la data del confronto tra le forze politiche, un elemento è già chiaro: se si deciderà di riaprire, saranno fatte comunque scelte "selettive e ponderate", come ribadisce il presidente del Consiglio superiore di Sanità Franco Locatelli. Insomma, non ci sarà un liberi tutti e la maggior parte delle attività che sono chiuse dovrà attendere maggio.

La campagna vaccinale e la riapertura di cinema e teatri

L'altro elemento che va tenuto in considerazione è la campagna vaccinale, come ha detto chiaramente il presidente del Consiglio Mario Draghi: chi prima vaccina gli anziani prima riparte. Ad oggi il 68,20% dei quasi 4,6 milioni di over 80 ha avuto almeno una dose ma la percentuale scende sotto il 20% nella popolazione tra 70 e 79 anni. Il richiamo è stato invece somministrato al 38,79% degli ultra ottantenni e solo al 2,48% dei settantenni. Dunque bisogna correre di più, perché la maggioranza degli anziani è ancora a rischio. Tanto che, scrive il Corriere della Sera oggi, il premier Draghi si sta muovendo in prima persona con le aziende per avere garanzie sulle consegne dopo i ritardi. Il quotidiano aggiunge che proprio a causa di questa situazione è arrivata l'indicazione di non superare le 300mila somministrazioni al giorno perché altrimenti si rischia di rimanere senza scorte. 

Ed è per questi motivi che le eventuali aperture potrebbero scattare non prima del 25 aprile. Per maggio invece il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri ha ipotizzato l'apertura dei ristoranti anche la sera: "torneremo con i colori nelle regioni, compreso il giallo. I ristoranti possono aprire da maggio e a meta' del mese anche a cena". Il centrodestra però vorrebbe anticipare. Il coordinatore di Forza Italia Antonio Tajani chiede a Draghi di convocare il Cdm per il 20 aprile e preannuncia un cronoprogramma con le riaperture. "E' giunto il momento di passare dalle parole ai fatti", aggiunge il capogruppo alla Camera Roberto Occhiuto. Matteo Salvini la posizione della Lega l'ha ripetuta piu' volte e ha anche ipotizzato una data per riaprire, il 19 aprile. "Se la scienza vale quando si torna al rosso vale anche quanto si passa al giallo". E se anche Italia Viva chiede di "programmare le riaperture" di ristoranti, cinema e palestre a frenare è il Pd e lo stesso ministro della Salute Speranza.

In attesa del confronto politico, saranno nelle prossime ore sul tavolo del Comitato tecnico scientifico le richieste delle associazioni di categoria del mondo del cinema e dello spettacolo, con il ministro dei beni culturali Dario Franceschini che punta ad un ampliamento della capienza prevista dai protocolli, attualmente ferma a 200 persone al chiuso e 400 per gli eventi all'aperto. Cinema, teatri, musei e spettacoli all'aperto potrebbero essere i primi a ripartite, assieme ai ristoranti. Su questo fronte la Fipe vedra' martedi' il ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgietti per sottoporre nuovamente il protocollo che chiedeva l'apertura dei ristoranti in zona gialla anche la sera e in zona arancione solo a pranzo. Il documento è stato bocciato già a gennaio dal Cts. 

Tutte le regole per le riaperture dal 20 aprile fino a maggio 

E se il ministro del Turismo Massimo Garavaglia annuncia la fine del percorso per il 2 giugno, sarà l'inizio la parte più dura. Perché ci vorranno nuovi protocolli per costruire il percorso e quindi l'accordo con le categorie. Che però sono in gran parte sul piede di guerra. Il problema più grosso è quello di ristoranti e bar. Per i primi si pensa di introdurre la prenotazione obbligatoria per i clienti insieme all'obbligo di privilegiare gli spazi all'aperto. Bisognerà distanziare i tavoli in modo da assicurare la distanza di almeno un metro tra i clienti (tranne che a quelli che non sono soggetti a distanziamento interpersonale, come i coniugi o i genitori con i figli e così via). Secondo le indiscrezioni la distanza potrà essere ridotta soltanto se il locale avrà approntato barriere fisiche tra i tavoli, mentre resterà in vigore la regola delle 4 persone salvo che non siano tutti conviventi. Per il personale ci sarà l'obbligo di mascherina e si dovrà favorire il pagamento elettronico direttamente al tavolo. I clienti potranno mangiare senza, ma per muoversi all'interno del locale dovranno avere la mascherina. 

Per quanto riguarda cinema e teatri, la capienza delle sale non potrà superare i 200 spettatori e l'entrata e l'uscita dovranno essere separate. La prenotazione dei posti potrà essere effettuata solamente online, mentre le poltrone dovranno assicurare il distanziamento sociale con le stesse regole (e le stesse deroghe per familiari, conviventi e congiunti) che andranno in vigore per ristoranti e bar. Anche qui sarà possibile utilizzare barriere in plexiglass per migliorare l'esperienza dell'utente. I clienti che hanno ricevuto la vaccinazione o hanno un tampone negativo nelle ultime quarantotto ore potranno usufruire di regole più lasche. 

Le nuove regole per riaprire dal 20 aprile fino a maggio

Ma non ci sono solo cinema, teatri, ristoranti e bar. Anche per i musei e le mostre si punterà a una riapertura scaglionata a partire dai week end, che poi potrà essere ampliata pian piano quando i numeri lo consentiranno. Anche qui si pensa al contingentamento degli spettatori e anche a fissare un tempo massimo di visita per ogni sala. L'uso della mascherina verrà fissato come obbligo per tutto il tempo della visita, mentre l'area di contatto tra personale e utenza all'ingresso dovrebbe essere delimitata da barriere fisiche che impediscano il contagio. I musei e i responsabili delle mostre dovranno prevedere la separazione tra entrata e uscita mentre per gli ascensori si pensa di lasciare la possibilità di utilizzo soltanto ai disabili. 

nfine ci sono palestre e piscine. Che si trovano oggi nelle stesse condizioni dell'inizio del lockdown. Ma la riapertura prevederà comunque regole dure, durissime. Come quella di lezioni e allenamenti in forma individuale. Nelle palestre sarà obbligatorio mantenere una distanza interpersonale non inferiore ai due metri, mentre per le piscine i metri saranno dieci. Sarà obbligatoria la pulizia delle aree di contatto di ciascun attrezzo dopo ogni utilizzo da parte dell’utente con opportuno prodotto igienizzante. Mentre gli indumenti indossati per l'attività fisica dovranno essere riposti negli zaini e lavati a casa separatamente dagli altri indumenti. Sarà vietato l'uso delle docce e molto probabilmente verrà richiesto agli sportivi di privilegiare l'utilizzo di attrezzatura propria. Che andrà igienizzata prima e dopo la sessione di allenamento. 

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